Manca poco più di un giorno. Le scuole hanno tempo fino alle ore 15:00 di domani, giovedì 4 giugno, per presentare la candidatura al Piano Estate 2026, la misura da 300 milioni di euro che finanzia attività e laboratori durante la sospensione estiva delle lezioni. Il programma, ufficialmente denominato "Percorsi per il potenziamento delle competenze, l'inclusione e la socialità nel periodo di sospensione estiva delle lezioni", è finanziato dal decreto del Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara dell'11 maggio 2026, n. 79 ed è cofinanziato dal Fondo sociale europeo plus nell'ambito del Programma Nazionale Scuola e Competenze 2021-2027. Per chi non ha ancora deliberato, le ore che restano sono decisive.
Quanto vale il bando e chi può partecipare
Il finanziamento è scaglionato in tre fasce in base al numero di studenti iscritti: fino a 16.200 euro per gli istituti con meno di 200 alunni, fino a 52.000 euro per quelli compresi tra 201 e 800, fino a 80.000 euro per le scuole oltre gli 801. Possono candidarsi tutte le scuole statali e le paritarie non commerciali del primo e del secondo ciclo, compresi i CPIA. Per le scuole paritarie è prevista l'acquisizione di una fideiussione pari al 30% dell'importo complessivo, elemento che entra nella valutazione interna della candidatura.
I quattro adempimenti da chiudere entro la scadenza
Per arrivare alla candidatura servono quattro passaggi formali, da completare in sequenza. Il primo è la delibera del Collegio dei docenti; il secondo è la delibera del Consiglio di istituto: entrambe attestano l'adesione della scuola alla misura. Il terzo è la generazione del Codice Unico di Progetto sul Sistema CUP, utilizzando il template 2605006, attivo fino al 5 giugno 2026. Il quarto e ultimo passaggio è l'inoltro della candidatura, che va presentata esclusivamente sulla piattaforma SIF2127. La selezione tiene conto del tasso di abbandono scolastico, dello status socio-economico delle famiglie e della capacità progettuale pregressa dell'istituto: non è quindi un click-day, ma una procedura valutata su criteri oggettivi.
Cosa si può finanziare e in quante ore
I progetti si articolano in moduli da 30 o 60 ore, con un'unica eccezione per l'inglese alla primaria, che può arrivare fino a 100 ore. Ogni modulo richiede obbligatoriamente la presenza di un esperto e di un tutor. Le tipologie ammesse sono ampie: laboratori teatrali e artistici, attività sportive, potenziamento delle competenze disciplinari, percorsi di inclusione per studenti con disabilità o in condizione di svantaggio, attività linguistiche, momenti di socialità e aggregazione, escursioni e attività all'aria aperta. Le scuole possono inoltre arricchire l'offerta attraverso partenariati con enti locali, università, associazioni sportive, terzo settore e centri di ricerca.
Tempi di realizzazione: i paletti del 2026 e del 2027
L'arco temporale per realizzare le attività è ampio, ma con scadenze precise. Entro il 31 dicembre 2026 deve essere avviato almeno il 30% dei moduli autorizzati; entro il 31 dicembre 2027 i progetti vanno formalmente chiusi attraverso la funzione dedicata su SIF2127. Il finanziamento è gestito con la metodologia dei costi standard unitari adottata dall'Autorità di Gestione del PN Scuola: l'attività formativa viene rimborsata sulla base delle ore effettivamente svolte e delle figure professionali coinvolte, con importi fissi per alunno per la mensa e per le voci aggiuntive. È un modello che riduce gli oneri di rendicontazione, ma che richiede attenzione nella programmazione delle ore e nella tenuta della documentazione.
Il nodo che resta sul tavolo dei dirigenti
Per molte scuole il Piano Estate rappresenta un'opportunità concreta, soprattutto per gli studenti che nei mesi estivi perdono punti di riferimento educativi. Resta però un problema operativo che il bando non risolve: tenere un istituto aperto a luglio significa fare i conti con lo stato degli edifici, con la diffusione ancora limitata degli impianti di climatizzazione e con la disponibilità del personale ATA in un periodo di ferie ormai consolidate. Sono aspetti che conviene affrontare già in sede di delibera, prima ancora che in fase di candidatura. Le scuole intenzionate a partecipare hanno ancora poche ore per chiudere i passaggi: il consiglio operativo è non attendere l'ultimo minuto, così da evitare rallentamenti delle piattaforme proprio in prossimità della scadenza.
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