Mentre da domani, giovedì 4 giugno, presidenti e commissari esterni potranno consultare sul sistema informativo SIDI la sede d'esame e la commissione di assegnazione, l'avvio della Maturità 2026 si avvicina. Ma resta sul tavolo un nodo mai sciolto: il compenso dei commissari è ancora quello fissato nel 2007. La riforma ha ridotto e ridisegnato le commissioni, eppure sulle retribuzioni accessorie non interviene.
Dal 4 giugno le nomine, il 16 l'insediamento
Gli Uffici scolastici stanno completando in questi giorni la costituzione delle commissioni dell'esame di Stato del secondo ciclo. Da giovedì 4 giugno si aprono le funzioni di interrogazione su SIDI, riservate alle scuole secondarie di secondo grado e agli Uffici scolastici provinciali: presidenti e commissari esterni conosceranno così la propria destinazione. L'insediamento delle commissioni è fissato per martedì 16 giugno, mentre la prima prova scritta si terrà giovedì 18 giugno. Lo svolgimento dell'esame per l'anno scolastico 2025/2026 è disciplinato dall'Ordinanza ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026.
Compensi fermi al decreto del 2007
A stabilire quanto spetta a presidenti e commissari è il decreto interministeriale del 24 maggio 2007, adottato d'intesa tra Ministero dell'Istruzione e Ministero dell'Economia, con la relativa tabella allegata: un provvedimento mai aggiornato da quasi vent'anni. Gli importi lordi previsti, per una commissione che opera su due classi, sono i seguenti:
- Presidente: 1.249 euro (ridotti della metà se la commissione ha una sola classe);
- Commissario esterno: 911 euro (ridotti della metà con una sola classe);
- Commissario interno: 399 euro per classe.
A queste cifre si aggiunge un compenso correlato alla distanza tra residenza o sede di servizio e sede d'esame — soggetto a tassazione solo per la parte eccedente 46,48 euro giornalieri — oltre al rimborso chilometrico. Per il segretario verbalizzante e per i docenti di sostegno, invece, non è previsto alcun compenso aggiuntivo.
La riforma cambia le commissioni, non le buste paga
Proprio quest'anno l'esame cambia volto. La riforma introdotta dal decreto legge 127/2025, convertito con la legge n. 164 del 30 ottobre 2025, ha modificato l'impianto del decreto legislativo n. 62 del 2017: le commissioni passano da sette a cinque componenti — due commissari interni, due esterni e un presidente esterno — con una commissione ogni due classi, mentre il colloquio diventa obbligatorio. Sul fronte economico, però, nulla si muove: il compenso resta agganciato alla tabella del 2007.
14 milioni, ma solo per la formazione
Le nuove risorse stanziate non riguardano la retribuzione. Secondo il dossier della Camera sul decreto legge 127/2025, sono previsti 3 milioni di euro nel 2026 e 11 milioni a regime dal 2027 — in tutto 14 milioni in due anni — destinati alla formazione specifica dei docenti chiamati a fare i commissari. In questa direzione il Ministero ha già avviato un percorso online dedicato alla formazione delle commissioni d'esame. Una scelta che punta sulla preparazione dei componenti, ma che lascia invariato l'importo riconosciuto per il lavoro svolto durante le prove.
Il peso dell'inflazione e il malcontento
Il mancato adeguamento dal 2007 si fa sentire soprattutto sul valore reale dei compensi. Secondo le ricostruzioni di stampa, l'inflazione cumulata in questi anni supererebbe il 30%, erodendo buona parte del potere d'acquisto di quelle cifre. Le stesse ricostruzioni ricordano che l'eventuale incremento rispetto agli anni precedenti, una volta considerata la perdita di valore della moneta, risulta quasi simbolico. Nel frattempo le responsabilità dei commissari sono cresciute, tra nuove procedure, digitalizzazione degli adempimenti e gestione del colloquio rinnovato. La questione è da tempo segnalata dalle organizzazioni sindacali del comparto, che chiedono un aggiornamento delle retribuzioni accessorie legate agli esami di Stato.
Cosa aspettarsi
In vista dell'insediamento del 16 giugno, migliaia di docenti si preparano a un impegno intenso — tra prove scritte, colloqui e adempimenti — con una retribuzione accessoria ferma a quasi vent'anni fa. La riforma ha investito sulla formazione dei commissari, ma il tema del compenso resta aperto e potrebbe trovare spazio nei prossimi confronti contrattuali. Per chi sarà chiamato a comporre le commissioni, intanto, è utile ricordare che gli importi base vanno integrati con i rimborsi per la distanza, da verificare in base alla sede assegnata, consultabile su SIDI a partire da domani.
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