Il servizio prestato nelle scuole paritarie potrebbe valere, in futuro, anche ai fini della ricostruzione di carriera del personale docente della scuola statale. È l'obiettivo del disegno di legge S. 1792, il cui esame è stato avviato dalla VII Commissione del Senato lo scorso 4 maggio. Oggi quel servizio conta per le graduatorie e i concorsi, ma non per la progressione di carriera dopo l'immissione in ruolo: una disparità che il provvedimento punta a sanare.
Cosa prevede il disegno di legge
Il testo interviene sull'articolo 485 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, il Testo unico in materia di istruzione, inserendo un nuovo comma 5-bis. La modifica stabilisce che al personale docente sia riconosciuto, agli stessi fini già previsti dall'articolo, il servizio prestato in qualità di docente di ruolo e non di ruolo presso le scuole paritarie di cui all'articolo 1 della Legge 10 marzo 2000, n. 62, quella che ha riconosciuto le paritarie come parte del sistema nazionale di istruzione.
In concreto, se approvata, la norma estenderebbe il riconoscimento del servizio utile alla ricostruzione di carriera anche agli anni di insegnamento svolti negli istituti paritari prima dell'ingresso in ruolo nella scuola statale, sia sul piano giuridico sia su quello economico.
Una disparità che pesa su stipendio e pensione
Il punto di partenza, sottolineano i promotori, è una sperequazione rimasta finora irrisolta. Oggi il servizio svolto nelle scuole paritarie viene computato per l'inserimento nelle graduatorie provinciali per le supplenze e nei concorsi, ma una volta ottenuto il ruolo nella scuola statale quegli anni non vengono valorizzati nella ricostruzione di carriera. Una differenza di trattamento che, secondo il sindacato ANIEF, penalizza i docenti sia sul piano retributivo sia nei tempi di accesso alla pensione.
Per l'ANIEF si tratta di una discriminazione difficile da giustificare: se lo stesso servizio è ritenuto valido per le GPS e per i concorsi, appare incoerente escluderlo dalla ricostruzione di carriera. Il presidente nazionale Marcello Pacifico e la segretaria generale Daniela Rosano hanno chiesto il riconoscimento integrale di quel servizio, ricordando che l'iniziativa si inserisce in un percorso giurisprudenziale che comprende, secondo il sindacato, la sentenza della Corte costituzionale n. 180/2021 e pronunce della Corte di Giustizia dell'Unione Europea su ricorsi promossi dall'organizzazione.
Chi ha presentato il testo e l'iter in corso
Il disegno di legge, sottoscritto da una ventina di senatori e presentato dalla senatrice Giovanna Petrenga, ha come relatrice la senatrice Ella Bucalo (Fratelli d'Italia). Secondo la relatrice, il provvedimento rappresenta un passo verso il superamento di una disparità di trattamento ancora esistente tra i docenti provenienti dalle scuole statali e quelli delle scuole paritarie, in continuità con il percorso avviato dalla Legge 62/2000 di riconoscimento del sistema nazionale di istruzione.
Sul piano finanziario, un elemento favorevole alla proposta è la valutazione secondo cui l'intervento non comporterebbe nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, come già evidenziato in sede di esame di precedenti provvedimenti sul servizio pre-ruolo. L'esame procede ora in commissione, con audizioni in corso e un possibile passaggio in aula: allo stato attuale, però, l'esito resta incerto e i tempi non sono definiti.
Cosa possono fare i docenti interessati
Trattandosi di un disegno di legge ancora in discussione, nulla cambia per ora nelle ricostruzioni di carriera: le regole restano quelle vigenti. Chi ha prestato servizio nelle paritarie e ritiene di poterne beneficiare in caso di approvazione può intanto verificare e conservare i propri contratti e le attestazioni di servizio, così da essere pronto a documentare i periodi qualora la norma dovesse entrare in vigore. È inoltre utile seguire l'evoluzione dell'iter parlamentare e il quadro normativo di riferimento, a partire dall'articolo 485 del Testo unico.
NewsIstruzione continuerà a monitorare i lavori della commissione e gli eventuali sviluppi del disegno di legge, dalle audizioni all'eventuale calendarizzazione in aula.
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