Dal 1° settembre 2026 la scuola dell'infanzia e il primo ciclo di istruzione cambiano cornice di riferimento: entrano in vigore le nuove Indicazioni nazionali per il curricolo, adottate con il decreto ministeriale n. 221 del 9 dicembre 2025 e destinate a sostituire progressivamente quelle del 2012. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 gennaio scorso, ridefinisce l'impianto della progettazione didattica e impegna i collegi dei docenti in un lavoro di rielaborazione del curricolo d'istituto da avviare già nelle prossime settimane.
Il quadro normativo
Le nuove Indicazioni sono state introdotte dal decreto ministeriale n. 221 del 9 dicembre 2025, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 21 del 27 gennaio 2026 ed entrato in vigore l'11 febbraio scorso. L'iter si è concluso dopo un percorso di elaborazione durato quasi due anni e il parere favorevole del Consiglio di Stato, espresso a metà novembre 2025. Il documento conferma il ruolo delle Indicazioni come cornice pedagogico-culturale di riferimento per i curricoli, in coerenza con l'autonomia delle istituzioni scolastiche disciplinata dal D.P.R. 275/1999.
Chi è coinvolto dal prossimo settembre
L'applicazione sarà graduale. Dall'anno scolastico 2026/2027 le nuove Indicazioni riguarderanno la scuola dell'infanzia e le classi prime della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado. Per le classi intermedie già funzionanti nel 2025/2026 continueranno invece ad applicarsi le Indicazioni del 2012, fino alla conclusione dei rispettivi cicli.
Sono previsti due passaggi specifici. Dall'anno scolastico 2027/2028 le classi terze della scuola primaria anticiperanno l'adozione del nuovo documento limitatamente alla disciplina "storia". Inoltre, l'insegnamento del latino per l'educazione linguistica (LEL) potrà essere avviato in via sperimentale, già nel 2026/2027, nelle classi seconde e terze della secondaria di primo grado, ricorrendo agli spazi di autonomia, flessibilità e ampliamento dell'offerta formativa.
Cosa cambia nell'impianto
Il testo ridefinisce priorità, lessico e cornici metodologiche del curricolo, con un profilo culturale che intende dare risalto sia alle conoscenze sia alle competenze. L'impianto resta costruito sulle competenze chiave europee, declinate negli obiettivi generali del processo formativo al termine della scuola primaria e della secondaria di primo grado.
Per la scuola dell'infanzia il curricolo continua a organizzarsi per campi di esperienza, mentre nel primo ciclo gli obiettivi specifici di apprendimento mantengono carattere prescrittivo. Le ricadute, sottolineano gli esperti, sono dirette: progettazione didattica, valutazione e pratiche inclusive andranno riallineate al nuovo quadro, evitando però automatismi e privilegiando un percorso sostenibile per le scuole.
Il lavoro dei collegi docenti
Il passaggio più immediato riguarda proprio i collegi dei docenti, chiamati ad avviare la rielaborazione del curricolo d'istituto in vista dell'avvio del prossimo anno scolastico. Si tratta di un lavoro che non si esaurisce in una singola delibera, ma che dovrà accompagnare l'intero processo di transizione, classe dopo classe, fino al pieno superamento delle Indicazioni del 2012.
Le istituzioni scolastiche mantengono l'autonomia nella progettazione, ma all'interno di una cornice nazionale aggiornata. Per i docenti delle classi prime di primaria e secondaria di primo grado, e per chi opera nell'infanzia, l'aggiornamento dei materiali e delle programmazioni diventa quindi un'attività da pianificare fin dalle prime settimane di settembre, se non già in fase di programmazione estiva.
I prossimi appuntamenti
Sul fronte della formazione si moltiplicano gli incontri di approfondimento dedicati alle scuole. Tra le iniziative in programma figura un webinar previsto per il 4 giugno sulle nuove Indicazioni e sulla scuola dell'infanzia, mentre case editrici e reti professionali stanno predisponendo guide disciplinari per accompagnare la transizione.
Per famiglie e studenti l'impatto sarà percepibile soprattutto a partire dalle classi iniziali: chi inizierà la prima primaria o la prima media a settembre lavorerà fin da subito con il nuovo curricolo, mentre per le altre classi il cambiamento si dispiegherà progressivamente. In attesa delle indicazioni operative dei singoli istituti, il riferimento resta il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale, da cui i collegi partiranno per costruire i percorsi del prossimo triennio.
Segui NewsIstruzione su Google News
Resta aggiornato sulle ultime notizie dal mondo della scuola