L'altro ieri, mercoledì 27 maggio 2026, si è svolto un importante incontro tra il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) e le organizzazioni sindacali. Al centro del confronto, l'informativa riguardante le dotazioni organiche del personale educativo per l'anno scolastico 2026/2027. Una riunione che ha portato con sé una doccia fredda per il settore: l'annuncio ufficiale della chiusura di due storici convitti, uno a Padova e uno a Perugia. Immediata la reazione di Anief, che ha espresso forte preoccupazione per il ridimensionamento della rete convittuale e ha chiesto tutele urgenti per i lavoratori coinvolti.
I numeri della contrazione: meno posti e province a "organico zero"
Durante l'incontro, l'amministrazione scolastica ha illustrato i dati previsionali per il prossimo anno scolastico. Se da un lato il Ministero ha evidenziato con favore l'eliminazione degli esuberi a livello nazionale, dall'altro i sindacati hanno dovuto fare i conti con una contrazione delle risorse. Per l'anno scolastico 2026/2027, la dotazione organica complessiva del personale educativo sarà infatti di 2.224 posti, registrando un calo di 38 unità rispetto all'anno precedente.
Questa riduzione risente di una lieve flessione delle iscrizioni, che per il prossimo anno si attestano a 34.783 alunni totali (557 in meno rispetto allo scorso anno). Tuttavia, il dato che desta maggiore allarme tra i rappresentanti dei lavoratori è l'aumento delle province italiane a "organico zero", ossia territori in cui non è presente alcuna unità di personale educativo. Inoltre, l'organico attuale si colloca ben 74 posti al di sotto del tetto massimo di spesa autorizzato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF).
La mobilitazione di Anief per la tutela dei lavoratori
La delegazione di Anief presente al tavolo ministeriale – con Alberto Ruggin, referente per il personale educativo, Moira Pattuglia, referente nazionale IRC, e le segretarie generali Chiara Cozzetto e Daniela Rosano – ha contestato fermamente la logica dei tagli lineari. Secondo il sindacato, la chiusura delle strutture di Padova e Perugia rappresenta un segnale pericoloso per un comparto che necessita, al contrario, di valorizzazione e rilancio.
I rappresentanti di Anief hanno spiegato che, sebbene vi siano alcune istituzioni in evidente difficoltà, moltissime altre funzionano egregiamente, rispondono alle reali esigenze di conciliazione delle famiglie e registrano un costante aumento delle iscrizioni. Per questo motivo, l'associazione sindacale ritiene indispensabile procedere a una seria rivisitazione del sistema convittuale, che passi prima di tutto attraverso la stabilizzazione del personale precario che da molti anni garantisce, con professionalità, la continuità del servizio.
Un impatto concreto su famiglie e personale
La chiusura dei convitti di Padova e Perugia non rappresenta soltanto un problema di freddi numeri di bilancio, ma si traduce in un disagio immediato per le famiglie del territorio e in una perdita di opportunità occupazionali per gli educatori precari. Con la pubblicazione del decreto ministeriale sugli organici ormai alle porte, la pressione dei sindacati sul MIM resta altissima. L'obiettivo è chiaro: fermare il progressivo smantellamento di presidi educativi che svolgono un ruolo sociale e formativo insostituibile.