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Esami integrativi alle superiori, al via il confronto al MIM sulla nuova ordinanza

Esami integrativi alle superiori, al via il confronto al MIM sulla nuova ordinanza

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) ha avviato il confronto con le organizzazioni sindacali sulla nuova bozza di ordinanza ministeriale destinata a ridisegnare le regole degli esami integrativi nella scuola secondaria di secondo grado. L'incontro, svoltosi presso la Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, segna un passaggio decisivo per superare i nodi normativi emersi negli ultimi anni e definire con chiarezza come gli studenti potranno cambiare indirizzo di studi.

Il nuovo quadro normativo dopo la svolta del Consiglio di Stato

La necessità di un nuovo provvedimento nasce per superare le criticità sollevate dalla sentenza n. 3250/2024 del Consiglio di Stato. I giudici amministrativi avevano infatti rilevato l'illegittimità dell'obbligo generalizzato di sostenere esami integrativi per i passaggi di indirizzo, evidenziando come una simile barriera dovesse poggiare su una norma di legge primaria e non su un semplice decreto ministeriale. A colmare questo vuoto è intervenuto il legislatore con il Decreto-Legge 9 settembre 2025, n. 127, successivamente convertito nella Legge 30 ottobre 2025, n. 164. Con questi interventi è stata introdotta la base legislativa necessaria, rimandando a un'ordinanza ministeriale la definizione delle modalità operative.

Cosa cambia concretamente per il biennio e il triennio

La bozza ministeriale introduce una netta distinzione tra i diversi anni di corso, con un impatto molto pratico sulla quotidianità delle segreterie e dei consigli di classe. Nel primo biennio, l'obiettivo principale diventa il riorientamento dello studente per contrastare la dispersione scolastica. Il passaggio a un altro indirizzo o opzione non avverrà più tramite esami valutativi, ma sarà preceduto da un colloquio non valutativo presso la scuola di destinazione. Questo colloquio servirà esclusivamente a mappare eventuali carenze e a pianificare mirati interventi didattici integrativi per favorire l'inserimento dell'alunno.

La situazione cambia per il triennio, dove viene confermato l'obbligo degli esami integrativi veri e propri. Le prove dovranno svolgersi in un'unica sessione da concludersi tassativamente prima dell'inizio delle lezioni del nuovo anno scolastico.

La questione dei percorsi quadriennali e le critiche di FLC CGIL

Il punto più caldo del confronto riguarda l'estensione delle nuove regole ai percorsi quadriennali della filiera tecnologico-professionale. Se da un lato lo schema esclude dagli esami integrativi i percorsi sperimentali quadriennali ordinari e i corsi serali per adulti, dall'altro introduce specifiche disposizioni per la filiera tecnologico-professionale.

Questa scelta ha suscitato la ferma opposizione della FLC CGIL. Il sindacato ha espresso forti perplessità, denunciando il rischio che questa estensione rappresenti un tentativo di anticipare o favorire una generalizzata riduzione a quattro anni di tutti i percorsi delle superiori. Inoltre, la sigla sindacale ha evidenziato come le nuove procedure vengano introdotte senza lo stanziamento di risorse economiche aggiuntive per il personale scolastico coinvolto. Per queste ragioni, la FLC CGIL ha formalmente richiesto di far slittare l'applicazione della nuova ordinanza all'anno scolastico 2026/2027, evitando di gravare sulle scuole in questa convulsa fase di fine anno.

Prospettive per le scuole

Mentre il dialogo tra amministrazione e parti sociali prosegue, per i docenti e i dirigenti scolastici si prospetta una stagione di riorganizzazione interna. La semplificazione dei passaggi nel biennio promette di alleggerire la burocrazia estiva, ma la gestione dei percorsi di recupero e l'incertezza sui quadriennali richiederanno un attento lavoro di pianificazione da parte dei collegi dei docenti.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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