Il contingente delle scuole italiane all'estero per il 2026/27 si riduce ancora. Dopo i 6 posti soppressi lo scorso anno, altri 5 vengono eliminati nel prossimo anno scolastico. Lo ha reso noto il MAECI (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale) nell'incontro del 22 maggio con le organizzazioni sindacali, nel corso del quale è stata comunicata la composizione definitiva del contingente.
I numeri: richieste molte, posti pochissimi
Il saldo negativo deriva da 8 nuove istituzioni attivate (di cui 1 lettorato) a fronte di 13 soppressioni (di cui 3 lettorati). Il contingente formale scenderà così a 663 unità, ma il numero reale di posti operativi sarà di circa 640, poiché almeno 20 posti non verranno attivati per mancanza di fondi.
Il divario tra domanda e offerta è significativo: le sedi estere avevano avanzato richieste per 145-149 nuovi posti. Soltanto 8 su 149 richieste per il personale docente sono state accolte, pari al 5,4% del totale. Nessuna nuova istituzione riguarda il personale ATA o la dirigenza scolastica.
Il nodo delle risorse ferme dal 2020
La causa strutturale del problema, secondo i sindacati, è il blocco dei finanziamenti: dal 2020 le risorse destinate al contingente scolastico all'estero non sono state incrementate, mentre sono aumentati i costi legati agli assegni di sede, alle indennità e al mantenimento del personale. L'effetto è che i fondi non bastano più a garantire nemmeno le 674 unità previste dal D.Lgs. n. 64 del 13 aprile 2017, il decreto che disciplina il sistema delle scuole italiane all'estero.
FLC CGIL e CISL Scuola hanno sottolineato quella che considerano un'incongruenza con gli obiettivi del Piano Mattei per l'Africa, che prevede un forte investimento nella diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo, e con le dichiarazioni pubbliche sull'importanza della diplomazia culturale. Il Ministero non ha al momento fornito risposte sulle prospettive di finanziamento per i prossimi anni.
Problemi operativi aperti
Oltre ai numeri, restano aperte alcune criticità strutturali: i ritardi nelle procedure di reclutamento, l'incertezza sui nuovi bandi, e la vertenza del personale docente con contratto locale del Liceo IMI di Istanbul, ancora irrisolta. I sindacati chiedono un aumento delle risorse, una revisione del D.Lgs. 64/2017 e certezze sulle tempistiche per il prossimo ciclo di reclutamento.