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Riforma istituti tecnici: prosegue blocco attività aggiuntive fino al 21 giugno

Riforma istituti tecnici: prosegue blocco attività aggiuntive fino al 21 giugno

La FLC CGIL ha confermato il blocco di tutte le attività aggiuntive per il personale degli istituti tecnici fino al 21 giugno 2026. La decisione, comunicata il 12 maggio scorso, è la prosecuzione di una mobilitazione avviata contro il riordino degli istituti tecnici introdotto con un decreto ministeriale del febbraio 2026, che ridefinisce indirizzi, quadri orari e risultati di apprendimento con applicazione a partire dalle classi prime dell'anno scolastico 2026/2027.

Chi può aderire e come funziona il blocco

Il blocco riguarda tutte le prestazioni aggiuntive orarie — docenti e personale ATA compresi — per chi lavora negli istituti tecnici e negli istituti di istruzione superiore con indirizzi tecnici. Ogni lavoratore può scegliere di aderire per l'intero periodo o solo per una parte di esso, comunicando alla propria scuola le date di adesione. Lo sciopero sulle attività ordinarie non è invece previsto in questa fase.

Lo sciopero del 7 maggio: numeri e polemiche

La mobilitazione è partita con lo sciopero generale del 7 maggio, che ha fatto registrare dati controversi. La FLC CGIL ha rivendicato punte di adesione molto alte negli istituti tecnici: 95,5% all'ITIS Nullo Baldini di Ravenna, oltre l'80% all'IIS Aldini Valeriani di Bologna, 70% in diversi istituti tra Imola, Rimini e Modena. All'ITIS di Piacenza la scuola sarebbe rimasta chiusa per l'intera giornata.

Il ministro Valditara ha contestato queste cifre, comunicando dati ufficiali ben diversi: 6,1% di adesione tra i docenti degli istituti tecnici e 5,22% considerando anche il personale ATA. Il dato del 2,56% citato dal sindacato si riferisce invece all'adesione sul totale del personale scolastico nazionale, non solo tecnico — una percentuale fisiologicamente più bassa data l'ampiezza della platea.

Cosa chiede il sindacato

FLC CGIL chiede il ritiro del decreto o, in alternativa, un suo rinvio con apertura di una fase di confronto. Il sindacato contesta la riduzione delle ore di alcune discipline, l'accorpamento di materie e quello che definisce un avvicinamento eccessivo della scuola alle esigenze produttive, a discapito della formazione generale degli studenti. Sul fronte pratico, è stata chiesta anche la sospensione delle adozioni dei libri di testo negli indirizzi interessati, in attesa che la situazione si chiarisca.

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito, da parte sua, ha difeso la riforma come un aggiornamento necessario a rendere gli istituti tecnici più aderenti alle esigenze del mercato del lavoro e più competitivi a livello europeo. Il confronto tra le due posizioni rimane aperto.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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