Arretrati fino a oltre 1.200 euro lordi in busta paga tra giugno e luglio 2026 per il personale scolastico. È questo il principale effetto concreto del rinnovo contrattuale siglato il 1° aprile 2026 all'ARAN, dove tutte e sei le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto Istruzione e Ricerca — Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals, Gilda e Anief — hanno firmato all'unanimità l'ipotesi di accordo per la parte economica del CCNL 2025-2027.
Chi riguarda e quanto vale il rinnovo
Il contratto interessa circa 1,3 milioni di lavoratori tra personale della scuola, dell'università, degli enti di ricerca e dell'AFAM. Sul fronte economico, prevede un incremento dello stipendio tabellare del 5,9% e delle indennità fisse e continuative (come la Retribuzione Professionale Docenti) del 2,6%. Gli aumenti sono distribuiti in tre tranche con decorrenza 1° gennaio 2025, 1° gennaio 2026 e 1° gennaio 2027. In media, i docenti vedranno un aumento mensile di 143 euro lordi, il personale ATA di 107 euro.
Quanto si prende di arretrati e quando
La parte più attesa riguarda gli arretrati maturati dal gennaio 2025 ad oggi. Calcolati al 30 giugno 2026, gli importi stimati variano in base al profilo professionale: circa 688 euro lordi medi per i docenti della scuola dell'infanzia e primaria, circa 785 euro lordi per i docenti della secondaria di secondo grado. Per molte posizioni i valori salgono tra i 900 e i 1.100 euro, con punte oltre i 1.200 euro lordi per i profili più alti.
L'obiettivo dichiarato dai sindacati è chiudere l'iter in tempo per liquidare gli arretrati nel mese di giugno, anche per consentire a chi va in pensione dal 1° settembre 2026 di vederli già inclusi nel calcolo dell'assegno pensionistico.
Cosa manca prima che i soldi arrivino in busta paga
Prima dell'erogazione, il contratto deve completare il percorso amministrativo previsto dalla legge: visto della Corte dei Conti, sottoscrizione definitiva e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Successivamente il Ministero dell'Economia aggiornerà le voci stipendiali sul sistema NoiPA, con la liquidazione degli arretrati e l'adeguamento del cedolino mensile. La previsione è che tutto avvenga entro luglio 2026.
Il contratto prevede anche un emolumento una tantum di 110 euro per il personale ATA, da corrispondere a gennaio 2027, e un incremento della Retribuzione Professionale Docenti compreso tra 5 e 8 euro mensili secondo l'anzianità, per valori complessivi fino a 328 euro mensili. La firma del 1° aprile chiude però soltanto la parte economica: i sindacati hanno già annunciato che la trattativa sulla parte normativa — condizioni di lavoro, diritti, carriere — sarà il prossimo banco di prova.
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