L'esame conclusivo del primo ciclo si chiude entro il 30 giugno 2026: questa è l'unica scadenza fissata a livello nazionale dall'OM n. 105 del 28 maggio 2025. Tutto il resto – giorni delle prove scritte, ordine del colloquio, calendario delle commissioni – è in capo a ciascuna scuola. Vale la pena ricordarlo agli inizi del rush finale: la riforma del DL 127/2025 ha ridisegnato la maturità, ma sull'esame di terza media non ha messo mano. L'impianto resta quello del D.Lgs. 62/2017.
Ammissione: i quattro requisiti che il consiglio deve aver verificato
Prima dello scrutinio finale è il momento di rifare la conta sui requisiti che decidono l'ammissione: frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, partecipazione alle prove INVALSI di italiano, matematica e inglese che si sono svolte tra l'8 e il 30 aprile, assenza di sanzioni disciplinari di non ammissione e voto di comportamento almeno pari al 6. In caso di insufficienze gravi il consiglio può, a maggioranza, deliberare la non ammissione: ma motivando per iscritto, perché in caso di ricorso della famiglia è quel verbale a fare da scudo all'istituto.
Tre scritti, un orale e un voto che pesa per metà
La struttura dell'esame è quella consolidata: tre prove scritte – italiano, competenze logico-matematiche e competenze linguistiche su inglese e seconda lingua comunitaria, in tre giornate distinte – e un colloquio orale, che per gli studenti delle classi a indirizzo musicale comprende anche la prova strumentale. Il punto a cui prestare attenzione è il calcolo del voto finale, che è la media aritmetica tra voto di ammissione e media delle prove d'esame. Tradotto: il giudizio espresso dal consiglio in scrutinio pesa quanto l'intera tornata di prove, scritte e orale messe insieme. Da qui l'importanza di costruire il voto di ammissione con criterio e tracciarlo nei verbali, anche perché è l'unico elemento che la commissione non può rimettere in discussione.
Privatisti e istruzione parentale
Possono sostenere l'esame anche i candidati privatisti, inclusi gli studenti in istruzione parentale. La domanda di ammissione doveva essere presentata a una scuola statale o paritaria entro il 20 marzo e la partecipazione alle prove INVALSI è stata anche per loro condizione vincolante. Le prove si svolgono presso la scuola individuata in fase di domanda, con le stesse modalità degli interni. Per le segreterie incaricate, in queste settimane la priorità è la formalizzazione degli abbinamenti e la comunicazione alle famiglie tramite registro elettronico.
Dopo l'esame: diploma e certificazione delle competenze
Chi supera l'esame ottiene il diploma e una certificazione delle competenze (DM 742/2017) integrata da una sezione predisposta dall'INVALSI con i livelli conseguiti nelle prove nazionali. È il documento che accompagna lo studente nel passaggio alla scuola secondaria di secondo grado o ai percorsi triennali di IeFP regionali. Per i docenti interessati ad approfondire la didattica per competenze e i descrittori da utilizzare in sede di certificazione, percorsi di aggiornamento dedicati sono disponibili nel catalogo Formacenter.