Scuola

Riforma Istituti tecnici: i dettagli dell'incontro al Ministero di giovedì 7 maggio 2026

07 maggio 2026 di Vincenzo Schirripa

Si è concluso al Ministero dell'Istruzione e del Merito il tavolo con le organizzazioni sindacali che hanno aderito alla procedura di raffreddamento sulla riforma degli istituti tecnici, attuativa del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Al confronto hanno partecipato CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, Gilda degli Insegnanti e ANIEF, con l'obiettivo di garantire la stabilità degli organici del personale docente e ATA in vista dell'avvio della riforma a partire dall'anno scolastico 2026/2027.

Il vertice si è svolto alla vigilia dello sciopero generale del comparto istruzione tecnica del 7 maggio 2026, indetto da FLC CGIL — la cui procedura di conciliazione si era conclusa con esito negativo lo scorso 27 aprile — insieme a CUB SUR e SGB. La FLC CGIL non ha quindi preso parte al tavolo, mantenendo la richiesta di ritiro o, in subordine, di rinvio dell'applicazione della riforma.

Secondo la nota diffusa al termine della riunione dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, le parti hanno convenuto, in continuità con i provvedimenti amministrativi già adottati per il prossimo anno scolastico, di procedere con l'introduzione di una modifica normativa, a regime, diretta a ridefinire la quota riservata alle istituzioni scolastiche, con la finalità di assicurare la stabilità dell'organico e la tutela delle discipline.

Il quadro normativo: dalla Legge 121/2024 ai decreti attuativi

La riforma in attuazione si fonda sulla Legge 8 agosto 2024, n. 121, recante "Istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale", che ha inserito l'articolo 25-bis nel Decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144 (convertito con modificazioni dalla Legge 17 novembre 2022, n. 175). La filiera, articolata sul modello cosiddetto "4+2", integra i percorsi quadriennali sperimentali del secondo ciclo di istruzione con i percorsi formativi degli ITS Academy e con quelli di istruzione e formazione professionale e tecnica superiore (IFTS).

L'assetto ordinamentale degli istituti tecnici è stato definito con il Decreto del Ministro dell'Istruzione e del Merito del 19 febbraio 2026, pubblicato il 10 marzo 2026, che ha disciplinato indirizzi, articolazioni, quadri orari e risultati di apprendimento in esito ai relativi percorsi. Le indicazioni operative per l'attuazione sono contenute nella Circolare ministeriale n. 1397 del 19 marzo 2026, mentre il decreto interministeriale di prossima emanazione introdurrà deroghe ai parametri minimi per la formazione delle classi negli istituti tecnici.

Stabilità degli organici e tutela delle discipline

Il nodo centrale del confronto resta l'impatto della revisione dei quadri orari sulle classi di concorso. Le organizzazioni sindacali al tavolo hanno chiesto garanzie affinché la flessibilità didattica e la quota di autonomia delle scuole non si traducano in riduzioni delle ore di insegnamento nelle discipline di indirizzo né in situazioni di soprannumerarietà del personale docente e ATA. Il MIM ha confermato che, già con le indicazioni agli Uffici Scolastici Regionali per la formazione degli organici 2026/27, sarà prevista la possibilità di costituire cattedre interne con orario inferiore alle 18 ore, per evitare la frammentazione del servizio su più sedi.

L'intervento normativo a regime, annunciato nella nota ministeriale, dovrà invece consolidare la tutela dell'organico oltre il primo anno di applicazione della riforma. Il Ministero ha riconosciuto che le proiezioni effettuate coprono esclusivamente il biennio iniziale e non l'intero quinquennio, impegnandosi ad ampliare le atipicità e ad introdurre meccanismi di compensazione tra classi di concorso con interventi normativi successivi.

Le scadenze del PNRR e il rinnovo del CCNL

L'urgenza del confronto è dettata anche dai vincoli del PNRR – Missione 4, Componente 1, Riforma 1.1, che impone il completamento della riforma degli istituti tecnici e professionali entro la fine del 2026 per il rilascio delle relative tranche di finanziamento europeo. Sul piano contrattuale, la parte economica del CCNL Istruzione e Ricerca per il triennio 2025-2027 è stata sottoscritta lo scorso 1° aprile 2026 da CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, Gilda Unams e ANIEF, le stesse sigle presenti al tavolo ministeriale.

Le bozze dei provvedimenti emersi dal confronto saranno sottoposte a un ulteriore vaglio sindacale nelle prossime settimane. Per le istituzioni scolastiche restano centrali le indicazioni operative che dovranno guidare i Collegi dei Docenti nella definizione dei Piani Triennali dell'Offerta Formativa (PTOF) e nella scelta di adesione alla filiera tecnologico-professionale per l'anno scolastico 2026/2027.

Tags: sindacati scuola riforma scolastica
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