Docenti

Continuità didattica sostegno: le nuove regole MIM per l'anno scolastico 2026/27

25 aprile 2026 di Vincenzo Schirripa

Oggi, sabato 25 aprile 2026, mentre l'Italia celebra la Festa della Liberazione, il mondo della scuola guarda già con apprensione e attenzione al prossimo mese. Il tema della continuità didattica per gli alunni con disabilità, da anni al centro del dibattito tra associazioni dei familiari e sindacati, trova una nuova definizione nelle disposizioni operative emanate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM). Il quadro normativo, delineato dall’Ordinanza Ministeriale n. 27 del febbraio 2026 e specificato dalla circolare n. 7766 del 26 marzo 2026, introduce meccanismi stringenti per garantire che lo stesso docente possa seguire lo studente nel passaggio all'anno scolastico 2026/27.

Il cronoprogramma: le scadenze per famiglie e dirigenti

Il percorso per ottenere la conferma del docente di sostegno non è automatico, ma richiede una serie di passaggi burocratici con scadenze prefissate che scandiranno le prossime settimane. Il primo passo spetta alle famiglie: entro il prossimo 31 maggio 2026, i genitori degli alunni con disabilità certificata dovranno presentare la richiesta formale di riconferma del docente attualmente in servizio. Si tratta di un passaggio fondamentale, senza il quale la procedura non può essere attivata.

Una volta ricevuta l'istanza, il Dirigente Scolastico avrà tempo fino al 15 giugno 2026 per valutare la fattibilità della richiesta. In questa fase, il Dirigente è chiamato a sentire il GLO (Gruppo di Lavoro Operativo) per verificare se la conferma risponda effettivamente all'interesse del discente. Se l'istruttoria avrà esito positivo, la comunicazione definitiva dovrà essere inoltrata all’Ufficio Scolastico Territoriale tramite il sistema SIDI entro il 26 giugno 2026. Alle ore 10:41 di oggi, sabato 25 aprile 2026, mancano poco più di due mesi alla chiusura di questa finestra temporale, un margine che impone alle segreterie una pianificazione accurata.

Chi può essere riconfermato: i requisiti per i docenti

Non tutti i docenti in servizio nell'anno scolastico 2025/2026 possono accedere a questa procedura. Le nuove regole del MIM operano una distinzione netta basata sulla tipologia di inserimento in graduatoria e sul titolo posseduto. Hanno diritto alla riconferma i docenti non specializzati inseriti nella seconda fascia delle GPS, a patto che siano stati individuati tramite scorrimento della stessa fascia provinciale. La possibilità è estesa anche ai docenti non specializzati fuori dalla seconda fascia, se nominati da incrociate GAE/GPS.

Per quanto riguarda il personale di ruolo, la conferma è possibile solo per chi ha usufruito degli articoli 47 o 70 del CCNL (assegnazioni provvisorie o incarichi su altro grado) su posto intero, a condizione di voler mantenere lo stesso istituto contrattuale anche per l'anno 2026/2027. Restano invece esclusi i docenti che hanno ottenuto la supplenza tramite le graduatorie d'istituto o le procedure di interpello, così come i neo-immessi in ruolo con decorrenza 1° settembre 2026 o chi non ha ancora superato il periodo di prova.

Accettazione vincolante e sanzioni: una scelta senza ritorno

Il nodo più delicato della nuova normativa riguarda le conseguenze della scelta del docente. Una volta che il Dirigente Scolastico ha inserito i dati a sistema, l'insegnante deve esprimere la propria volontà di accettare o meno la conferma. Se il docente accetta, viene automaticamente escluso da tutte le altre procedure di supplenza, inclusa la scelta delle 150 sedi e gli interpelli. È una decisione che "blinda" il docente su quel posto specifico, impedendogli di concorrere per altre scuole o incarichi potenzialmente più graditi.

Il sistema sanzionatorio è particolarmente severo per evitare rinunce tardive che danneggerebbero la continuità didattica. In caso di rinuncia dopo la conferma o di mancata presa di servizio, il docente perderà la possibilità di ottenere qualsiasi supplenza annuale o al 30 giugno per l'intero periodo di vigenza delle graduatorie. Ancora più rigida la sanzione per l'abbandono del servizio: in questo caso, l'esclusione riguarderà ogni tipologia di supplenza, comprese quelle brevi da graduatorie d'istituto. Una linea dura, quella del MIM, che punta a stabilizzare il rapporto educativo tra docente e alunno, ma che richiede ai precari una valutazione estremamente attenta dei propri diritti e delle proprie prospettive professionali.

Tags: sostegno docenti
Condividi:

Segui NewsIstruzione su Google News

Resta aggiornato sulle ultime notizie dal mondo della scuola

Segui

Visualizza versione completa