Tra gli insegnanti di religione nelle Marche monta la rabbia dopo l’annullamento del concorso pubblico già concluso. Una decisione legata a un’irregolarità procedurale ha cancellato le graduatorie, costringendo decine di docenti a ripetere parte delle prove dopo anni di precariato e attesa.
Caos per il concorso per insegnanti di religione nelle Marche
Il caso di cui stiamo parlando riguarda una settantina di docenti in tutta la regione, molti dei quali avevano già superato le selezioni e visto pubblicati i risultati.
Tuttavia, l’Ufficio scolastico regionale ha disposto l’annullamento della graduatoria per un errore della commissione, che non avrebbe seguito correttamente le modalità previste per lo svolgimento delle prove orali.
La conseguenza è stata la decisione di ripetere la procedura, azzerando di fatto l’intero percorso già completato.
Beffa per il rifacimento delle prove
La situazione ha colpito in particolare alcune province marchigiane, con diversi docenti coinvolti tra scuole dell’infanzia, primaria e secondaria.
Dopo anni di incarichi precari e sacrifici, molti insegnanti si erano avvicinati alla stabilizzazione, ma si sono ritrovati improvvisamente punto e a capo.
La necessità di rifare la prova orale è stata vissuta come un’ingiustizia, soprattutto per chi aveva già superato tutte le fasi previste.
Tra i docenti prevalgono frustrazione e senso di mancanza di rispetto: denunciano che un semplice errore amministrativo abbia compromesso percorsi professionali costruiti nel tempo.
La vicenda riaccende il tema della precarietà nella scuola e delle difficoltà legate ai concorsi pubblici, evidenziando come disguidi organizzativi possano avere conseguenze pesanti sulla vita lavorativa delle persone coinvolte.