Nel 2026 il Bonus mamme sale da 40 a 60 euro al mese, fino a un massimo di 720 euro annui. È un sostegno al reddito dedicato alle lavoratrici madri che riguarda anche docenti e personale ATA in possesso dei requisiti. Il contributo è esente da tassazione e da contributi e non incide sull'ISEE, ma non è automatico: va richiesto all'INPS.
Cos'è e quanto vale nel 2026
Il Bonus mamme è un'integrazione al reddito introdotta per sostenere le lavoratrici con figli. La Legge di Bilancio 2026 ha portato l'importo mensile a 60 euro, per un totale annuo fino a 720 euro, riconosciuti per ogni mese o frazione di mese in cui è attivo un rapporto di lavoro. La somma non concorre alla formazione del reddito imponibile, è esente ai fini contributivi e non rileva per l'indicatore ISEE, come precisato dall'INPS nella disciplina della misura.
A chi spetta
Il bonus è rivolto alle lavoratrici madri, con esclusione del lavoro domestico, che rispettano due condizioni cumulative: un determinato numero di figli e un limite di reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui. In sintesi:
- Due o più figli (con il più piccolo di età inferiore a 10 anni): per le lavoratrici dipendenti, a tempo determinato o indeterminato, e per le autonome o professioniste;
- Tre o più figli (con il più piccolo di età inferiore a 18 anni): per le dipendenti a tempo determinato e per le autonome o professioniste.
Per il personale scolastico questo significa che possono rientrare nella misura sia le docenti e le ATA di ruolo, sia le supplenti, purché in regola con i requisiti di figli e reddito.
L'incompatibilità con l'esonero contributivo
Un punto da chiarire riguarda le madri con almeno tre figli titolari di contratto a tempo indeterminato: in questo caso continua ad applicarsi l'esonero contributivo totale sulla quota di contributi a carico della lavoratrice (la decontribuzione IVS prevista dalla Legge di Bilancio 2024), e non il bonus da 60 euro. Le due misure si escludono a vicenda: non è possibile cumularle. È quindi importante verificare in quale situazione ci si trova per capire quale beneficio spetta.
Come si presenta la domanda e quando si riceve
Il Bonus mamme è erogato a domanda. La richiesta si presenta all'INPS attraverso i canali telematici: il portale dell'Istituto con identità digitale (SPID, CIE o CNS), il Contact Center oppure i patronati, che offrono assistenza nella compilazione. Sulla base delle regole già adottate, l'importo viene corrisposto in un'unica soluzione a fine anno, indicativamente con la mensilità di dicembre, per i mesi lavorati nel corso del 2026. Le modalità operative specifiche per l'annualità 2026, comprese le finestre per la domanda, saranno definite dall'INPS con apposite istruzioni: conviene quindi tenere monitorato il portale dell'Istituto.
Cosa significa per il personale scolastico
Per docenti e ATA donne con figli, il Bonus mamme è un'opportunità da non trascurare: un beneficio netto fino a 720 euro l'anno, esente da tasse e contributi. Il consiglio pratico è verificare per tempo di possedere i requisiti (numero di figli, età del più piccolo e soglia di reddito da lavoro entro i 40.000 euro), capire se si rientra nel bonus oppure nell'esonero IVS e predisporre la documentazione necessaria. Chi ha dubbi sulla propria posizione può rivolgersi a un patronato, che può valutare il caso specifico e supportare nella presentazione della domanda non appena l'INPS pubblicherà le istruzioni per il 2026.