Sindacati

Formazione docenti e ATA: Uil Scuola chiede inclusione nel contratto integrativo

21 aprile 2026 di Vincenzo Schirripa

Il futuro della formazione del personale scolastico per l'anno accademico 2025/2026 è al centro di un dibattito serrato tra il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) e le organizzazioni sindacali. L'ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI), che definisce la ripartizione delle risorse per la formazione, è stata discussa in un incontro cruciale svoltosi nella giornata di ieri, lunedì 20 aprile 2026. Dalla riunione sono emerse diverse criticità, in particolare l'esclusione del personale Amministrativo, Tecnico e Ausiliario (ATA) dalle misure formative previste da questo specifico CCNI, un punto che vede i sindacati uniti nel richiedere un aggiornamento professionale equo e completo per tutti gli operatori della scuola.

Stanziamenti per la formazione: risorse e nuove modalità di assegnazione

La bozza di contratto presentata dall'Amministrazione prevede uno stanziamento complessivo di 3.653.061,00 euro per le attività formative. ANIEF ha espresso preoccupazione per le riduzioni che tale stanziamento avrebbe subito. Le risorse, come stabilito dalla Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (bilancio di previsione dello Stato per il 2026), sono così ripartite: 2.784.064 euro sono destinati alla formazione in servizio dei docenti di ruolo, al completamento del percorso di formazione e prova dei neoassunti e a corsi specifici per i nuovi esami di Stato. La parte restante, pari a 868.997 euro, è riservata alla formazione dei docenti specializzati nel sostegno agli alunni con disabilità.

Una novità significativa per l'anno scolastico 2025/2026 è l'assegnazione integrale di questi fondi a 18 scuole polo regionali, abbandonando il precedente modello che ripartiva le risorse anche tra le singole istituzioni scolastiche. Questa concentrazione è stata interpretata dalle organizzazioni sindacali come una conseguenza diretta della scarsità dei fondi disponibili. UIL Scuola, durante l'incontro di lunedì 20 aprile 2026, ha evidenziato come l'attuale dotazione sia insufficiente per garantire una distribuzione efficace tra le circa 7.000 scuole del territorio nazionale, rendendo difficile assicurare un'offerta formativa capillare e adeguata.

La formazione del personale ATA: un quadro complesso tra CCNI e fondi dedicati

L'assenza di un piano specifico per la formazione del personale ATA all'interno del CCNI in discussione è stato il punto più controverso, sollevato con forza da UIL Scuola e sostenuto da altre sigle sindacali. Questa esclusione, sebbene parziale, rappresenta una potenziale lacuna per l'efficienza e la qualità dei servizi scolastici. È tuttavia fondamentale precisare che, in un'iniziativa separata e mirata, il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato il decreto del 9 marzo 2026, che stanzia 50,3 milioni di euro specificamente per la formazione in servizio del personale Amministrativo, Tecnico e Ausiliario. Questo intervento, definito come il primo strutturato ed esclusivo per la categoria, mira a rafforzare le competenze e a riconoscere il ruolo essenziale di questi lavoratori nella vita degli istituti scolastici.

Il personale ATA svolge un ruolo cruciale, dalla gestione amministrativa e contabile alla manutenzione delle strutture, dall'assistenza agli alunni (inclusi quelli con disabilità) alla gestione dei laboratori e delle tecnologie. Una formazione continua e mirata è indispensabile per affrontare le sfide della digitalizzazione, garantire la sicurezza degli ambienti scolastici, ottimizzare la gestione documentale e supportare efficacemente le attività didattiche.

Proposte sindacali e novità sulla Carta del Docente

Le organizzazioni sindacali presenti all'incontro di lunedì 20 aprile 2026, tra cui ANIEF, hanno richiesto maggiore trasparenza sull'impiego dei fondi comunitari destinati alla formazione e l'importanza di concentrare le iniziative formative su tematiche non già coperte dai progetti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). UIL Scuola ha avanzato richieste specifiche al Ministero, tra cui una dettagliata ripartizione delle risorse per la formazione legata ai nuovi esami di Stato, l'utilizzo integrale di tutti i fondi disponibili e un richiamo esplicito al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) Istruzione e Ricerca per l'accesso alla formazione.

Per quanto riguarda la Carta del Docente, per l'anno scolastico 2025/2026, l'importo è stato ufficializzato a 383 euro. Questa riduzione rispetto ai precedenti 500 euro è dovuta all'ampliamento della platea dei beneficiari, che ora include anche i supplenti con contratto annuale, compresi quelli con scadenza al 30 giugno o al 31 agosto. Si segnalano inoltre nuove regole per l'acquisto di hardware e software: tali beni potranno essere acquistati solo ogni quattro anni a partire dall'anno scolastico 2025/2026. È fondamentale precisare che, sebbene i fondi non utilizzati si cumulino entro il 31 agosto dell'anno scolastico successivo (ad esempio, i fondi dell'anno 2025/2026 saranno utilizzabili fino al 31 agosto 2027), la limitazione quadriennale per l'acquisto di hardware e software si applica alla spesa di questi specifici beni, e non alla semplice cumulazione delle somme residue.

Il dialogo prosegue: verso soluzioni condivise

A seguito delle obiezioni e delle richieste presentate dai sindacati, l'incontro di ieri, lunedì 20 aprile 2026, è stato aggiornato. Questo rinvio testimonia la volontà del Ministero di proseguire il dialogo e di cercare soluzioni condivise. Le organizzazioni sindacali continuano a ribadire con forza l'importanza di investire nella formazione di tutto il personale scolastico, inclusi i lavoratori ATA, considerandola una condizione imprescindibile per garantire la qualità dell'offerta formativa e l'efficienza complessiva del sistema educativo italiano.

Tags: Ata
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