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Giovani violenti: la proposta di Salvini per ripartire da genitori e scuola

Giovani violenti: la proposta di Salvini per ripartire da genitori e scuola

Il tragico episodio avvenuto a Massa, con l'omicidio di Giacomo Bongiorni la sera dell'11 aprile, ha riacceso con forza il dibattito nazionale sulla violenza giovanile. Di fronte a questi eventi, il Vice Premier Matteo Salvini ha rilanciato la sua proposta di un intervento deciso, che ridefinisca il ruolo di genitori e istituzioni educative. Le sue prime dichiarazioni in merito erano state diffuse a partire da domenica 13 aprile 2026, per poi essere ribadite nella giornata di ieri, giovedì 16 aprile 2026, sottolineando l'urgenza di un'azione congiunta per arginare un fenomeno che preoccupa sempre più l'opinione pubblica.

Le proposte del Governo: un doppio binario legislativo

Il Governo ha risposto alla crescente emergenza del disagio e della sicurezza giovanile adottando un approccio legislativo su due fronti. Nella seduta di giovedì 5 febbraio 2026, il Consiglio dei Ministri ha approvato due distinti provvedimenti: un Decreto-legge e un Disegno di legge.

Il Decreto-legge n. 23 del 24 febbraio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2026, contiene disposizioni urgenti già in vigore. Tra queste, spicca l'inasprimento delle sanzioni per reati legati al porto d'armi da parte dei minori, con l'introduzione di sanzioni pecuniarie per i genitori che possono arrivare fino a 1.000 euro. Il decreto include inoltre l'inasprimento delle sanzioni per reati commessi ai danni di docenti e dirigenti scolastici, a tutela del personale che opera quotidianamente nelle scuole.

Parallelamente, è stato approvato un Disegno di legge, il quale introduce ulteriori disposizioni per la prevenzione del disagio giovanile, prevedendo in particolare l'istituzione di una “rete territoriale per l'alleanza educativa”. Questa iniziativa mira a potenziare il ruolo educativo di famiglie e scuole, specialmente nei contesti più vulnerabili, attraverso una collaborazione più stretta. È fondamentale sottolineare che questo Disegno di legge è attualmente in fase di approvazione parlamentare e pertanto non è ancora legge, a differenza del Decreto-legge.

Il ruolo di scuola e famiglia: tra divieti e responsabilità

Al di là degli interventi legislativi, il Vice Premier Salvini ha posto l'accento sulla cruciale importanza dell'autorità genitoriale. Ha esortato i genitori a esercitare una maggiore fermezza, dicendo "no" all'uso smodato dei telefonini, a disponibilità economiche eccessive, a frequentazioni problematiche e a orari di rientro notturni inappropriati per i minori. La mancanza di limiti e di una guida salda, ha ribadito Salvini, può condurre a conseguenze gravi, richiamando direttamente la responsabilità primaria delle famiglie nell'educazione e nella vigilanza dei propri figli. Il Governo sta inoltre valutando l'introduzione di ulteriori misure di natura penale ed economica a carico dei genitori di minori autori di reati.

Nell'ambito scolastico, una misura chiave è il divieto di utilizzo degli smartphone durante l'orario delle lezioni. Tale disposizione, già introdotta nel luglio 2024 per il primo ciclo di istruzione, sarà estesa a tutte le scuole secondarie di secondo grado a partire dal 1° settembre 2025. Questa iniziativa, promossa dal Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM), mira a contrastare gli effetti negativi sull'apprendimento e sul benessere psicofisico degli studenti, come evidenziato anche da studi internazionali.

Un dibattito aperto: prevenzione e deterrenza

Le proposte governative e le misure già in atto hanno generato un ampio dibattito. Un sondaggio condotto a febbraio 2026 ha rivelato un consenso quasi plebiscitario tra i giovani, con l'84% degli intervistati che si è dichiarato favorevole alle nuove norme sulla sicurezza, esprimendo la stanchezza verso fenomeni come il bullismo e le baby gang. Tuttavia, alcune organizzazioni attive nel sociale hanno manifestato preoccupazione, suggerendo che risposte esclusivamente punitive potrebbero non affrontare le cause profonde del disagio giovanile. Tali voci auspicano un approccio più incentrato sull'ascolto, la prevenzione e il dialogo intergenerazionale.

La complessità del fenomeno della violenza giovanile richiede un impegno sinergico e costante. Se da un lato l'inasprimento delle pene e dei controlli può rappresentare un deterrente, dall'altro è fondamentale investire in percorsi educativi che coinvolgano attivamente le famiglie, la scuola e l'intera comunità, per offrire ai giovani alternative e strumenti per una crescita sana e responsabile.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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