Scuola

CCNL Scuola 2025-2027 firmato: quando arrivano gli aumenti e gli arretrati su NoiPA?

13 aprile 2026 di Vincenzo Schirripa

Il mondo della scuola ha finalmente il suo nuovo contratto. Il 1° aprile 2026 è stata sottoscritta presso l'ARAN l'ipotesi di accordo per la parte economica del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, con la firma unanime di tutte e sei le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto: Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals, Gilda e Anief. Il Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara lo ha definito un «risultato storico», sottolineando come per la prima volta da anni si rinnovi un contratto non ancora scaduto.

Ma la domanda che circola in ogni sala docenti è una sola: quando arrivano i soldi? Facciamo chiarezza su cifre, iter amministrativo e cosa aspettarsi su NoiPA nelle prossime settimane.

Gli aumenti: quanto spetta a docenti e ATA

L'accordo definisce gli incrementi mensili lordi degli stipendi tabellari, articolati in tre tranche annuali con decorrenza 1° gennaio 2025, 1° gennaio 2026 e 1° gennaio 2027, comprensive dell'anticipazione IPCA già corrisposta ai sensi dell'art. 47-bis, comma 2, del D.Lgs. n. 165/2001.

A regime dal 1° gennaio 2027, l'incremento medio per l'intero comparto è pari a 137 euro lordi per 13 mensilità. Per il personale docente della scuola la media sale a 143 euro mensili lordi, mentre per il personale ATA si attesta a 107 euro mensili lordi.

Gli aumenti non sono uniformi e variano in base al profilo professionale e all'anzianità di servizio. Per i docenti la forbice va da un minimo di circa 115 euro mensili (insegnante di scuola primaria, fasce iniziali) fino a un massimo di circa 194 euro per un docente di scuola secondaria superiore con oltre 35 anni di servizio. Per il personale ATA si parte da circa 92 euro per un collaboratore scolastico all'inizio della carriera fino a oltre 211 euro per un DSGA all'ultimo gradone di anzianità.

Il contratto interviene anche sulle voci accessorie: la Retribuzione Professionale Docenti (RPD) aumenta con incrementi compresi tra 5 e 8 euro mensili a seconda dell'anzianità, per valori complessivi fino a circa 328 euro mensili. Per il personale ATA è previsto inoltre un emolumento una tantum di 110 euro, da corrispondere a gennaio 2027 al personale in servizio nell'anno scolastico 2025-2026.

Gli arretrati: a quanto ammontano

Poiché la firma arriva nel secondo anno del periodo contrattuale, il personale ha maturato il diritto agli arretrati per i mesi già trascorsi senza adeguamento. Calcolati al 30 giugno 2026, gli importi stimati oscillano tra circa 815 euro lordi per i profili iniziali del personale ATA e circa 1.250 euro lordi per le posizioni senior. La media di comparto si attesta intorno agli 800 euro, con punte fino a 1.000-1.100 euro per il comparto AFAM e ricerca.

È importante tenere presente che si tratta di importi lordi: gli arretrati saranno soggetti a tassazione separata per gli anni pregressi e a tassazione ordinaria per l'anno in corso, il che incide sensibilmente sulla cifra netta effettivamente percepita.

Perché su NoiPA non c'è ancora nulla

In queste settimane molti docenti e ATA stanno controllando il proprio cedolino su NoiPA senza trovare novità. Il motivo è tecnico e normativo: quella firmata il 1° aprile è ancora un'ipotesi di accordo. Prima di acquistare efficacia giuridica, il testo deve percorrere l'iter previsto dall'art. 47 del D.Lgs. n. 165/2001: verifica di compatibilità finanziaria da parte della Ragioneria Generale dello Stato, passaggi governativi e infine la certificazione della Corte dei Conti, che richiede mediamente dai 30 ai 45 giorni lavorativi dalla firma dell'ipotesi.

Solo dopo il recepimento del decreto di autorizzazione alla spesa i sistemi informatici di NoiPA potranno avviare il calcolo massivo su oltre un milione di posizioni contributive individuali. Chi accede a NoiPA e trova la propria rata nello stato "Elaborato" deve sapere che i dati sono presenti ma i fondi non sono ancora stati autorizzati. Il passaggio in "Autorizzato Pagamento" sarà il segnale concreto dell'imminente accredito, mentre la voce "Liquidato" confermerà la data di valuta definitiva.

La previsione attuale è che gli arretrati vengano erogati indicativamente tra giugno e luglio 2026, una volta completato l'intero iter amministrativo.

Un risultato storico, ma con nodi ancora aperti

L'accordo del 1° aprile chiude soltanto la parte economica del CCNL 2025-2027. L'ARAN convocherà a breve un nuovo tavolo negoziale per affrontare la parte normativa: relazioni sindacali, lavoro agile, welfare contrattuale e la tutela legale per il personale vittima di aggressioni nelle scuole. Tra le rivendicazioni sindacali rimaste aperte figurano la detassazione degli aumenti contrattuali — oggi soggetti a un prelievo fiscale che può erodere fino al 35% degli incrementi — il recupero dell'annualità 2013, i buoni pasto estesi a tutto il personale e un'indennità di disagio per chi lavora su più sedi.

Per avere il quadro complessivo: sommando i tre contratti consecutivi 2019-2021, 2022-2024 e 2025-2027, il comparto scuola registra aumenti strutturali di circa 395 euro mensili medi per 13 mensilità, che salgono a 412 euro per il personale docente. Un risultato senza precedenti nella storia della contrattazione scolastica pubblica italiana.

Riferimenti normativi

Tags: scuola stipendio
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