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Gaslini, stop all'indennità di pronto soccorso: protestano i sanitari. Genova Inclusiva: «Segnale negativo verso chi lavora in prima linea»

28 marzo 2026 di Vincenzo Schirripa

Il movimento civico chiede l'apertura immediata di un tavolo tra Regione Liguria, istituto e sindacati. A rischio il personale che assiste neonati e bambini in condizioni critiche.

Genova – Il personale del pronto soccorso dell'Istituto Gaslini non riceverà l'indennità prevista per chi opera in emergenza. Una decisione che scuote il mondo della sanità ligure e che ora finisce nel mirino di Genova Inclusiva, il movimento civico che chiede risposte immediate alla Regione.

La misura colpisce gli operatori sanitari impegnati ogni giorno nell'assistenza ai pazienti più vulnerabili: neonati e bambini in condizioni critiche, spesso trasferiti d'urgenza con strumentazioni altamente specialistiche. Un servizio di prima linea che copre l'intero territorio regionale e che, secondo Genova Inclusiva, merita ben altro trattamento.

«Il venir meno di un riconoscimento economico già previsto rappresenta non solo una perdita salariale, ma anche un segnale negativo verso chi lavora in prima linea nella sanità pubblica», ha dichiarato Marco Macrì, portavoce del movimento.

La polemica non riguarda solo gli aspetti economici. Per Genova Inclusiva, tagliare un'indennità già stabilita significa mandare un messaggio sbagliato a professionisti che reggono ogni giorno il peso di un reparto tra i più delicati della medicina pediatrica.

Il movimento chiede ora chiarezza sulle motivazioni della decisione e l'apertura urgente di un confronto a tre: Regione Liguria, direzione del Gaslini e rappresentanze dei lavoratori. L'obiettivo è trovare una soluzione condivisa prima che la situazione degeneri.

«Valorizzare il personale sanitario significa tutelare la qualità dell'assistenza garantita ai cittadini», ha concluso Macrì.

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