Una svolta che il mondo della scuola aspettava da tempo. Nella giornata del 26 marzo, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha pubblicato la nota n. 7766 che introduce un principio nuovo per le assegnazioni dei docenti di sostegno con contratto a tempo determinato: la priorità andrà a chi ha già lavorato con lo stesso alunno.
La misura, che entrerà in vigore per l'anno scolastico 2026/2027, rappresenta un tentativo concreto di affrontare uno dei nodi più critici del sistema scolastico italiano: la discontinuità didattica per gli studenti con disabilità e bisogni educativi speciali.
I dettagli della nuova procedura
Il meccanismo è più semplice di quanto si potesse immaginare. I docenti con contratto a tempo determinato sul sostegno che hanno prestato servizio nel 2025/2026 avranno diritto di precedenza nelle nomine per l'anno successivo, ma solo a determinate condizioni.
Il requisito principale è aver seguito lo stesso alunno per almeno un anno scolastico nell'ultimo triennio. Non basta quindi una supplenza breve o saltuaria: serve un rapporto didattico consolidato. Il Ministero ha inoltre specificato che la priorità sarà riconosciuta nel rispetto della compatibilità oraria e della tipologia di posto, elementi che potrebbero complicare l'applicazione pratica della norma.
Le modalità operative ancora da definire
La nota ministeriale si limita a tracciare le linee generali dell'intervento, rinviando a un successivo decreto le modalità operative concrete. Un dettaglio non secondario, considerando che le procedure di nomina per i supplenti coinvolgono migliaia di docenti e centinaia di uffici scolastici territoriali.
Resta da chiarire come si concilierà questa nuova priorità con il sistema delle graduatorie provinciali per le supplenze, che fino a oggi ha regolato le assegnazioni in base al punteggio. Il rischio è che si creino contenziosi tra docenti con punteggi superiori ma senza il requisito della continuità e colleghi con posizioni più arretrate ma con diritto di precedenza.
L'impatto sul sistema
La misura tocca una questione delicata che coinvolge circa 200mila posti di sostegno in Italia, di cui una quota significativa viene coperta ogni anno con contratti a tempo determinato. La mancanza di continuità didattica ha effetti particolarmente negativi sugli studenti con disabilità, che spesso si trovano a dover ricostruire da zero il rapporto educativo con il docente di sostegno.
Il provvedimento, firmato dal Capo Dipartimento Giovanni Galzerano, arriva in un momento in cui il dibattito sulla scuola si concentra proprio sul tema dell'inclusione e del sostegno. L'efficacia della misura dipenderà molto dalle modalità di attuazione, che dovranno bilanciare l'esigenza di continuità con il rispetto dei diritti di tutti i docenti precari.
I sindacati della scuola e le associazioni delle famiglie con figli disabili attendono ora di conoscere i dettagli del decreto attuativo, che dovrebbe arrivare nelle prossime settimane per essere operativo già dalle nomine estive.