AMP ⚡
Concorsi

Idonei concorso DS Campania: l'amministrazione attende la sentenza

Sei idonei del concorso per dirigenti scolastici in Campania attendono la nomina dopo un ricorso al TAR. L'amministrazione rivendica la prudenza.

Redazione 6 novembre 2026 · 08:35 3 min di lettura

Sei dei sette idonei del concorso ordinario per dirigenti scolastici del 2023, collocati in Campania tra il 35° e il 41° posto della graduatoria integrata, attendono una nomina che non arriva. I candidati hanno presentato un ricorso al TAR contro il riparto dei posti vacanti tra il concorso e la mobilità interregionale. La decisione è attesa dopo l’udienza fissata per il 28 gennaio 2027.

Come si è arrivati al ricorso

La legge 199/2025, all’articolo 1, comma 528, ha previsto l’integrazione delle graduatorie del concorso 2023 con gli idonei. Per l’anno scolastico 2026/2027, tuttavia, la mobilità interregionale ha potuto contare sul 100 per cento dei posti vacanti, fatti salvi i contingenti regionali dei vincitori, distinti dagli idonei in graduatoria.

In Campania il contingente è di 34 posti, di cui 18 riservati ai vincitori assunti al 1° settembre. Secondo i ricorrenti non si sarebbe dovuto distinguere tra idonei e vincitori, e la priorità assegnata alla mobilità avrebbe compresso il loro diritto all'assunzione.

Le decisioni dell'USR e l'accantonamento dei posti

A luglio il TAR Campania, tramite decreto monocratico, ha ordinato all’Ufficio Scolastico Regionale di riesaminare il riparto. Di conseguenza, l’Ufficio ha accantonato sette posti, sottratti alla quota della mobilità, da destinare agli idonei esclusivamente in caso di esito sfavorevole del giudizio per l’Amministrazione.

Il 7 agosto il DM 165 ha autorizzato per la Campania 25 assunzioni, corrispondenti ai 18 posti dei vincitori più i 7 accantonati. Secondo l’USR, il decreto ministeriale richiama nelle premesse il provvedimento del TAR e subordina l’utilizzo di quei posti alla soccombenza dell’Amministrazione.

Il 21 agosto, a seguito della rinuncia di un vincitore, una candidata idonea è stata assunta, riducendo a sei gli accantonamenti in attesa di sentenza. Successivamente, con l’ordinanza cautelare del 15 settembre, il TAR ha imposto all’USR un riesame motivato entro trenta giorni, mantenendo nel frattempo l’accantonamento a tutela dei ricorrenti.

Il 15 ottobre la direttrice generale Monica Matano ha confermato integralmente le precedenti determinazioni con un apposito decreto. Nel provvedimento si legge che la riserva sottratta alla mobilità non può superare il numero dei vincitori ancora in graduatoria, mentre l’accantonamento dei sette posti ha natura cautelare, disposto in attesa del giudizio. Il testo specifica inoltre che la misura serve a evitare esuberi di personale, vietati dall’articolo 10-bis del decreto legge 45/2025.

Le posizioni a confronto

In una nota diffusa nei giorni scorsi, i sei idonei sostengono che le assunzioni sarebbero possibili già oggi e che il congelamento fino alla sentenza risulterebbe privo di una base giuridica esplicita. I candidati chiedono l’intervento del ministro Valditara e denunciano un trattamento differente rispetto ad altre regioni.

Dall'altra parte, la posizione dell'USR è quella formalizzata nel decreto del 15 ottobre, secondo cui è necessario attendere l’esito del giudizio per non pregiudicare la posizione dei ricorrenti e per evitare situazioni irreversibili in caso di vittoria dell’Amministrazione.

Se il TAR accoglierà il ricorso, i sei posti potranno essere assegnati agli idonei. In caso contrario, i posti torneranno alla mobilità e i candidati resteranno nella graduatoria integrata, in attesa di nuove facoltà assunzionali. Nel frattempo, i posti accantonati restano scoperti.

Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non ritrae persone, luoghi o istituti reali citati nell'articolo.

Tags: cronaca docenti normativa
Condividi:

Segui News Istruzione su Google News

Resta aggiornato sulle ultime notizie dal mondo della scuola

Segui

Visualizza versione completa