In seguito al peggioramento delle condizioni meteorologiche e alle allerte diramate dalla Protezione civile, vari amministratori locali in diverse aree d'Italia hanno disposto la sospensione delle attività didattiche per la giornata di domani, giovedì 5 novembre 2026. L'attenzione maggiore si concentra sulla Sardegna orientale, colpita da previsioni particolarmente avverse che hanno reso necessarie misure urgenti a tutela dell'incolumità pubblica.
Le valutazioni previsionali emesse dal Dipartimento della Protezione civile indicano un livello di criticità elevato sui quadranti orientali dell'isola sarda, mentre un livello di attenzione inferiore riguarda il resto del territorio regionale e alcune aree della Sicilia. Sono previsti fenomeni intensi caratterizzati da precipitazioni abbondanti, attività temporalesca, forti raffiche e possibili grandinate, fattori che potrebbero generare criticità viarie e idrogeologiche.
I Comuni interessati e le ordinanze
I provvedimenti restrittivi coinvolgono in primo luogo i territori sardi, dove i primi cittadini stanno formalizzando la chiusura di tutte le strutture scolastiche di ogni ordine e grado.
- Oltre le scuole: Nel territorio comunale di Olbia, unitamente allo stop delle lezioni in ogni istituto, sono state stabilite ulteriori misure di sicurezza che comprendono la chiusura dei servizi dedicati alla prima infanzia, dei cimiteri, del parco urbano Fausto Noce e degli impianti sportivi di proprietà comunale.
- Santa Teresa Gallura: Il provvedimento sindacale contrassegnato dal numero 59 e datato 4 novembre ha stabilito lo stop per tutte le strutture scolastiche locali, dai nidi alle scuole secondarie, interrompendo contestualmente il servizio di mensa e il trasporto scolastico gestiti dall'ente locale.
La mappa dei territori coinvolti resta provvisoria e potrebbe estendersi ulteriormente con l'emissione di nuovi provvedimenti da parte delle amministrazioni locali.
Per quanto concerne il territorio siciliano, interessato da un livello di attenzione moderato su diversi settori compresi la fascia ionica e l'area del fiume Simeto, la situazione meteorologica non determina in via automatica l'interruzione delle attività didattiche. La competenza spetta interamente ai sindaci, i quali valutano autonomamente la necessità di fermare le lezioni in base all'effettivo livello di rischio locale.
Cosa comporta la chiusura e recupero delle ore
Le giornate in cui l'attività didattica viene interrotta a causa di provvedimenti sindacali legati a situazioni di emergenza e cause di forza maggiore non fanno scattare, di regola, l'obbligo di recuperare i minuti o le ore non fruite. La gestione di tali eventi si inserisce comunque all'interno delle prerogative concesse dall'autonomia didattica e nel rispetto del monte orario complessivo previsto per l'anno scolastico.
Si raccomanda alle famiglie e agli operatori scolastici di consultare con tempestività i canali informativi istituzionali dei Comuni di residenza e le indicazioni diramate dai singoli istituti scolastici.
Fonte: Informazione Scuola