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Troppe Giornate nazionali, Mattarella: la scuola non vive di celebrazioni

Mattarella richiama il Parlamento sulla proliferazione delle Giornate nazionali. FLC CGIL: la didattica e l'autonomia scolastica non vivono di celebrazioni.

Redazione 4 novembre 2026 · 12:15 3 min di lettura

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto un richiamo formale al Parlamento per frenare la proliferazione delle Giornate nazionali istituite per legge, sottolineando il rischio che la continua sovrapposizione di ricorrenze finisca per sottrarre tempo prezioso all'insegnamento. La sollecitazione del Capo dello Stato riguarda da vicino le istituzioni scolastiche, chiamate sempre più spesso ad attuare iniziative didattiche e divulgative stabilite dalle norme istitutive.

L'intervento presidenziale è giunto in occasione della promulgazione della legge che istituisce la Giornata nazionale del riciclo della carta, arrivata a pochi giorni di distanza da quella della meraviglia, dedicata ai bambini che vivono contesti di guerra. Mattarella ha rimarcato l'esigenza di individuare criteri omogenei per contenere il numero di queste celebrazioni ed evitarne il depotenziamento simbolico e civile.

I numeri del fenomeno e le proposte in campo

Le ricorrenze istituite per legge hanno raggiunto quota 51. Di queste, 36 sono state introdotte nel corso delle ultime tre legislature, mentre ben 20 appartengono a quella attualmente in corso.

Tra le ricorrenze approvate di recente si contano le giornate dedicate al rispetto, alla promozione delle manifestazioni in abiti storici, al Made in Italy, alla prevenzione veterinaria e al contrasto della violenza nei confronti del personale scolastico. Il calendario dei provvedimenti in discussione in Parlamento prevede inoltre ulteriori proposte.

Come evidenziato dal Colle, pur riconoscendo il valore di singole iniziative, l'attribuzione di pari rilevanza istituzionale a ricorrenze di peso profondamente diverso rischia di svuotare di significato anche quelle nate per tramandare la memoria e i valori fondamentali del Paese.

Autonomia scolastica e posizione del sindacato

Il richiamo del Capo dello Stato recepisce una critica diffusa all'interno delle scuole, dove l'accumulo di celebrazioni si traduce in una serie di adempimenti che incide sul tempo dedicato all'insegnamento ordinario. Pretendere che gli istituti riescano a soddisfare ogni prescrizione legislativa in tal senso appare, secondo la valutazione presidenziale, sempre più difficile e poco verosimile.

Sulla vicenda è intervenuta la FLC CGIL con una nota ufficiale, ponendo l'accento sulla salvaguardia dell'autonomia scolastica e della libertà di insegnamento. Il sindacato evidenzia che la costruzione della convivenza civile e del rispetto si realizza quotidianamente nell'attività didattica e nella progettazione dei docenti, e non attraverso la semplice calendarizzazione di ricorrenze.

La FLC CGIL evidenzia inoltre la contraddizione tra l'istituzione di momenti celebrativi come la Giornata del rispetto e la contestuale introduzione di misure a carattere prevalentemente sanzionatorio e disciplinare. Secondo l'organizzazione sindacale, le emergenze educative e sociali richiedono investimenti in personale, risorse, tempo di progettazione e continuità didattica, piuttosto che il mero ricorso a scadenze festive formali.

Foto di copertina: Raimond Spekking — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Tags: flc cgil mattarella giornate nazionali
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