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Gelosia patologica: 15 anni di controllo sulla moglie, 43enne indagato

Un uomo di 43 anni è indagato per maltrattamenti dopo quindici anni di controlli ossessivi sulla moglie, a cui avrebbe vietato università e amici.

Redazione 3 novembre 2026 · 06:00 2 min di lettura

Un controllo durato quindici anni, fatto di divieti assoluti sulla scelta degli abiti, sulle amicizie e sulla possibilità di frequentare l'università. È quanto emerge da un'indagine condotta a Galatina, in provincia di Lecce, nei confronti di un uomo di 43 anni, destinatario di un provvedimento di divieto di avvicinamento descritto dal giudice come «patologicamente geloso», come riportato da Open.

La vicenda è emersa dopo la denuncia presentata dalla donna ai carabinieri, in seguito a un ricovero in ospedale causato da un forte attacco di panico. Nel corso degli accertamenti medici, alla donna sono stati prescritti farmaci e un percorso di supporto terapeutico, spingendola a raccontare i dettagli di un decennio e mezzo di vessazioni.

Il controllo ossessivo e la denuncia

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti sulla base del racconto della vittima, il marito pretendeva un resoconto costante dei suoi spostamenti, pretesa che si intensificava quando si trovava fuori per lavoro attraverso la richiesta di foto e aggiornamenti continui. Alla donna non era permesso indossare abiti considerati troppo scollati — a tal proposito la fonte riferisce di un episodio avvenuto durante una visita medica in cui il compagno le avrebbe strappato la maglietta — né frequentare amici di sesso maschile, utilizzare i social network o iscriversi all'università.

Dopo la decisione della moglie di lasciare l'abitazione coniugale, la situazione sarebbe degenerata. L'uomo l'avrebbe sommersa di messaggi, arrivando a inviare 883 messaggi vocali e 269 scritti. In seguito al blocco del numero di telefono, le comunicazioni sarebbero proseguite via mail con toni minacciosi, tra cui l'auspicio di un grave incidente d'auto o di una malattia, accompagnati da frasi come «Come hai rovinato tu la mia vita, io rovino la tua» e «non ho più niente da perdere». Per colpirla ulteriormente, il quarantatreenne avrebbe inoltre inoltrato alcune immagini intime ai familiari di lei.

Tags: normativa cronaca università
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