Scuola, livelli di CO₂ oltre i 1.000 ppm nell'81% delle aule: il nodo della ventilazione
La qualità dell'aria nelle scuole italiane e internazionali torna al centro dell'attenzione. Secondo una revisione sistematica pubblicata nel 2024 sulla rivista Buildings, basata su 125 studi internazionali, è stata rilevata una concentrazione mediana di anidride carbonica (CO₂) pari a 1.487 ppm in 2.444 aule scolastiche con ventilazione naturale. Nell'81% delle aule analizzate, i livelli superavano i 1.000 ppm, soglia utilizzata come riferimento teorico per valutare il ricambio d'aria, pur non costituendo un limite formale di accettabilità tecnica.
Il tema della qualità degli ambienti scolastici e del benessere di studenti e personale incide anche sulla salute e sulle assenze. Una ricerca pubblicata nel 2026 sul Journal of Exposure Science & Environmental Epidemiology ha analizzato le assenze di oltre quarantacinquemila studenti statunitensi in sette anni scolastici, stimando che il miglioramento degli edifici e il rispetto delle raccomandazioni sulla ventilazione potrebbero ridurre di oltre un terzo le assenze per malattie respiratorie. Anche le analisi del rapporto OCSE sulla qualità delle infrastrutture scolastiche evidenziano come la salubrità dell'aria indoor sia direttamente correlata al benessere e al rendimento degli alunni.
Il contesto normativo e gli interventi
In Italia la questione è regolata anche dalla norma UNI 12016:2026, entrata in vigore il 14 maggio 2026, che definisce i requisiti degli impianti di ventilazione meccanica nelle scuole con particolare riferimento alla qualità dell'aria indoor e all'efficientamento energetico.
Accanto ai sistemi di ventilazione meccanica, esperti del settore segnalano la necessità di affiancare soluzioni per ridurre gli inquinanti sulle superfici, come le tecnologie fotocatalitiche applicate in aule, corridoi, mense e palestre. A livello nazionale sono attivi progetti specifici, come l'iniziativa promossa da REair, che punta ad applicare modelli di miglioramento della qualità dell'aria nelle sedi scolastiche, partendo dalle scuole della Lombardia per estendere il modello su scala nazionale.
I consigli degli esperti per migliorare la qualità dell'aria
Per tutelare la salute degli studenti, degli insegnanti e del personale scolastico.
- Arieggiare gli ambienti con regolarità: aprire le finestre durante le pause e tra una lezione e l'altra per favorire il ricambio d'aria nelle aule a ventilazione naturale.
- Manutenzione continua: investire sulla manutenzione dei sistemi di ventilazione meccanica per garantire un ricambio d'aria effettivo e conforme alla norma UNI 12016:2026.
- Monitoraggio continuo: controllare costantemente la qualità dell'aria nelle aule e negli spazi di maggiore frequentazione come mense e palestre.
- Controlli periodici: eseguire verifiche sulle cariche di microorganismi presenti sulle pareti tramite bioluminometro.
- Informazione e formazione: coinvolgere alunni, studenti e genitori nella gestione consapevole degli spazi scolastici.
Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non ritrae persone, luoghi o istituti reali citati nell'articolo.