Al liceo classico Tito Livio di Milano la protesta studentesca trova una formula inedita: lezioni regolari in aula per chi desidera seguire i programmi e spazi al piano terra riservati alle assemblee di chi aderisce alla mobilitazione. È questo l'esito del confronto tra gli studenti e la dirigente scolastica Alessandra Condito, che ha permesso di avviare l'occupazione senza interrompere la normale didattica dell'istituto.

L'accordo tra studenti e presidenza

La mobilitazione era iniziata nella giornata di ieri con un primo tentativo conclusosi con un'assemblea. Questa mattina, mercoledì 28 ottobre, la protesta è stata riorganizzata attraverso un'intesa formale con la presidenza: docenti e dirigente sono regolarmente al loro posto, le aule restano aperte per le lezioni ordinarie e gli spazi comuni del piano terra ospitano dibattiti e momenti di confronto.

A spiegare il senso del compromesso, intervistata dalla testata Open, è Sara Fusetti, rappresentante d'istituto del Tito Livio: «Siamo scesi stamattina a compromessi con la preside, per arrivare a un punto comune, ovvero quello di cercare di democratizzare l’occupazione, senza che perda il suo valore politico».

Le motivazioni della protesta

L'iniziativa precede lo sciopero generale programmato per il 30 ottobre e si inserisce in un quadro di agitazioni che sta interessando diversi istituti sul territorio nazionale. Al centro del confronto non ci sono rivendicazioni interne sulle strutture dell'edificio scolastico, situato nel centro di Milano, ma temi di carattere generale.

«La nostra protesta nasce da una critica sistemica, non una critica al nostro istituto in sé per sé», ha precisato la rappresentante studentesca a Open, aggiungendo: «Ci rendiamo conto di essere una scuola privilegiata, perché a livello di infrastrutture siamo messi molto bene ma ci rendiamo conto di quanto siano sistemici questi problemi».

Tra i punti discussi durante i momenti assembleari figurano il benessere psicologico degli allievi all'interno del percorso scolastico e la richiesta di percorsi strutturati di educazione sessuale. La scaletta delle iniziative, che proseguirà anche nel pomeriggio e nella giornata di domani, ha visto la partecipazione di relatori esterni su temi di attualità, tra cui Lorenzo Pacini, candidato sindaco a Milano.