Sedici milioni di euro per il 2027 e quarantotto milioni per il triennio 2027-2029. Sono le risorse stanziate dalla Fondazione Carisbo per lo sviluppo del territorio, con un incremento di un terzo rispetto alla precedente programmazione 2024-2026. Il piano è stato approvato dal Collegio di indirizzo.
Le tre aree di intervento per il 2027
Per il 2027, le risorse destinate all'attività erogativa saranno suddivise in tre aree tematiche: Persone, Cultura e Sviluppo.
- Persone: assorbe la quota principale con nove milioni di euro, pari al 56,3% delle risorse disponibili. Tra le iniziative figurano il programma di abitare sociale "Co-life" per la fragilità abitativa, interventi per gli anziani e il contrasto della povertà educativa minorile.
- Cultura: riceve 3,3 milioni di euro, destinati a bandi, progetti diretti come Genus Bononiae e alla valorizzazione di beni storico-artistici come la Rocchetta Mattei.
- Sviluppo: stanzia 3,7 milioni di euro per educazione, ricerca, lavoro e impresa, includendo il polo per l'innovazione BigBo e la collaborazione scientifica per il Castagneto didattico-sperimentale di Granaglione.
Gli obiettivi della programmazione
"Viviamo una stagione di profonde trasformazioni ambientali, economiche, sociali e tecnologiche in cui emergono inedite vulnerabilità e si avverte, forte, il richiamo a una rinnovata responsabilità collettiva", sottolinea la presidente Patrizia Pasini. Di fronte a questo scenario, "la nostra Fondazione accresce il proprio impegno a favore del territorio".
Il segretario generale Alessio Fustini evidenzia il lavoro svolto sul patrimonio: "Dietro la crescita delle risorse destinate al territorio c’è anche un lavoro costante sulla qualità della sua gestione. Abbiamo perseguito equilibrio, diversificazione e sostenibilità dei rendimenti, con l’obiettivo di coniugare la tutela del patrimonio con una maggiore capacità di generare risorse".
Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non ritrae persone, luoghi o istituti reali citati nell'articolo.
Fonte: il Resto del Carlino