Dopo 35 anni, vissuti prima come insegnante e poi come preside, Maria Chiara Sidori lascia l'istituto Villa Flaminia di Roma. Lo racconta LaPresse, raccogliendo il bilancio della dirigente sull'esperienza maturata nella scuola e sul metodo educativo elaborato nel corso degli anni.
Un percorso che l'ha portata a sviluppare un approccio originale, ribattezzato dai suoi ex alunni il «metodo Sidori» e nato da un'intuizione avuta quando era docente. Una didattica che, nel tempo, ha spinto molti ex studenti a scegliere la stessa scuola per i propri figli, contribuendo a una crescita delle iscrizioni pari a circa 50 unità all'anno negli ultimi tempi.
Basta compiti a casa: il tempo pieno e lo studio pomeridiano
Al centro del metodo vi è il superamento dei compiti tradizionali svolti in solitudine a casa. Secondo la dirigente, la solitudine dello studio domestico rappresenta oggi un problema, aggravato dalle distrazioni tecnologiche e dall'intelligenza artificiale, che ridurrebbero la capacità di attenzione prolungata dei ragazzi.
La soluzione adottata al Villa Flaminia prevede invece di far svolgere i compiti direttamente a scuola nel corso del pomeriggio, accompagnati dai docenti. In questo modo i ragazzi mantengono un contatto costante con gli insegnanti e la didattica diventa un lavoro condiviso, inserito all'interno di un tempo scuola esteso fino alle 16, a fronte di un deposito dei telefoni cellulari al mattino.
Nel raccontare la sua esperienza a LaPresse, la dirigente sottolinea come un modello di questo tipo, volto a tenere i ragazzi impegnati e a evitare la dispersione di energie, risulti applicabile anche alla scuola statale attraverso un'adeguata ottimizzazione dei progetti educativi e una turnazione del personale, puntando sulla passione e sulla valorizzazione delle risorse umane disponibili.