La Carta del docente, il bonus statale da 500 euro per la formazione e l'aggiornamento professionale, spetta anche agli insegnanti con contratti di supplenza breve. È quanto stabilito dalla sezione Lavoro del Tribunale di Pisa, che ha dato ragione a una docente precaria assistita dagli avvocati Annamaria Zarrelli e Simona Sanvitale, come reso noto dai legali.
Il giudice ha riconosciuto il diritto al bonus per l'anno scolastico in cui l'insegnante aveva prestato servizio con supplenze brevi. Nella decisione, il magistrato ha richiamato i principi espressi dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea nella sentenza del 3 luglio 2025, l'ultima pronuncia in materia.
La comparabilità delle mansioni
Secondo quanto spiegato dai legali, il riconoscimento del beneficio non può dipendere dalla qualificazione formale o dalla durata del singolo contratto. A fare la differenza è la sostanziale comparabilità delle mansioni svolte dai docenti a tempo determinato rispetto a quelli di ruolo, in base ai principi europei di parità di trattamento e di non discriminazione.
Con questa pronuncia, il Tribunale di Pisa ha condannato il Ministero dell'Istruzione all'attribuzione della Carta del Docente per complessivi 500 euro, superando i limiti normativi attuali che riconoscono in modo automatico il bonus ai soli supplenti con contratti fino al 30 giugno o al 31 agosto. La decisione si inserisce nel solco dell'orientamento giurisprudenziale successivo all'intervento della Corte europea del 2025.
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