Mattinata particolarmente movimentata per la scuola a Roma, segnata da una raffica di occupazioni studentesche in diversi istituti della Capitale. Tra questi, il liceo Giordano Bruno ha registrato l'arrivo degli agenti della Digos, chiamati, secondo quanto emerso, dalla dirigente scolastica in seguito a un tentativo di occupazione.

Secondo quanto denunciato da Simone Montori, della Rete degli Studenti Medi del Lazio, i ragazzi sono stati "portati via e scortati in commissariato mentre stavano portando avanti la protesta e l'occupazione dell'istituto", definendo l'episodio una "risposta repressiva di gravità inaudita di fronte alla mobilitazione studentesca".

Dalle fonti della questura si apprende invece che la polizia è intervenuta nel liceo intorno alle 14 a causa della segnalazione di un gruppo di giovani a volto coperto e in possesso di catene. Gli agenti hanno identificato sette ragazzi, non iscritti alla scuola, che sono stati accompagnati in commissariato per poi essere riaffidati ai genitori. Nel giardino perimetrale sono stati inoltre identificati altri cinque giovani, sempre a volto coperto e con catene, alcuni dei quali estranei all'istituto.

Sulla vicenda è intervenuta la deputata di Avs Elisabetta Piccolotti, la quale ha affermato: "Solo l'intervento del nostro assessore in III Municipio Luca Blasi ha impedito che la situazione degenerasse con il trasferimento di tutti i ragazzi nei locali del commissariato. Siamo allarmati dalle continue segnalazioni che ci arrivano dalle scuole e presenteremo nuove interrogazioni al Governo".

Preoccupazione e condanna sono state espresse anche dalla Flc Cgil romana, secondo la quale "già sabato scorso, agli studenti del Liceo Amaldi sarebbe stato impedito di partecipare ai cortei attraverso perquisizioni preventive".

Le proteste hanno coinvolto nel corso della mattinata anche altri istituti romani: lo storico liceo Tasso di via Sicilia, il liceo artistico di via Ripetta, il liceo artistico Argan, il magistrale Margherita di Savoia e l'istituto tecnico Piaget. Nelle rivendicazioni degli studenti figurano il pessimo stato degli edifici, la mancanza di dialogo e di democrazia da parte di professori e presidi, e la contestazione contro le istituzioni accusate di destinare fondi agli armamenti anziché alla scuola e alla sanità, oltre al dissenso verso provvedimenti come il nuovo decreto sicurezza.

Interpellato sulla situazione, il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha dichiarato che ci troviamo in un "momento storico in cui viviamo delle proteste, alcune legittime, altre meno. In tanti Paesi, non soltanto in Francia, gli studenti si interrogano, fanno delle proposte, altre volte magari fanno delle proteste non sempre accettabili dal punto di vista dei metodi e dei comportamenti, ma comunque certamente pongono dei problemi". Il ministro ha inoltre sottolineato che "la collaborazione non passa dalle piazze ma dalle istituzioni. Le manifestazioni quando sono pacifiche sono da ascoltare; io privilegio il rapporto con le Consulte studentesche", come riportato da ANSA.