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Scuola

Cristina Agazzi sostiene che la scuola debba formare persone e non voti

Dopo 37 anni di insegnamento, la docente riflette sul ruolo dell'istruzione: «La scuola deve formare persone, non soltanto bravi studenti».

Redazione 25 ottobre 2026 · 20:50 2 min di lettura

Da 37 anni insegna e difende i diritti dei ragazzi, unendo al lavoro quotidiano in aula una riflessione pubblica sui temi dell'istruzione, della società e dei diritti. Secondo quanto raccontato da Voce della Scuola, per Cristina Agazzi la Costituzione rappresenta un riferimento concreto per interrogarsi sulle responsabilità di ciascuno e sulle ingiustizie, ribadendo che la scuola ha il compito di offrire opportunità reali e non di alimentare le disuguaglianze.

Il valore della giustizia e il rapporto con la Costituzione

Il senso di giustizia e il legame con i principi costituzionali affondano le radici nella storia familiare della docente, cresciuta in una famiglia numerosa e operaia in cui i genitori hanno sacrificato tutto per garantire ai figli l'accesso all'istruzione. Da qui nasce la convinzione che la scuola debba riconoscere e sostenere la dignità dei giovani al di là dei meri risultati scolastici.

Tra le questioni sollevate nel dibattito pubblico, Agazzi pone l'attenzione sulla necessità di dare voce alle nuove generazioni, ipotizzando anche l'estensione del diritto di voto a sedici anni, per contrastare il progressivo disinteresse verso le istanze giovanili in una società che tende a privilegiare temi legati al mondo adulto.

Le difficoltà del percorso scolastico e il diritto allo studio

Nel corso della sua lunga esperienza in un liceo scientifico, la docente ha toccato con mano le contraddizioni legate all'effettiva applicazione del diritto allo studio, evidenziando come le difficoltà socioeconomiche e linguistiche possano influire pesantemente sui percorsi scolastici, specialmente nei primi anni delle superiori, quando gli studenti si trovano a fare i conti con scelte compiute senza una reale consapevolezza.

Tra i nodi critici segnalati figurano la complessità delle procedure di riorientamento, la carenza di supporto linguistico adeguato per gli studenti stranieri e la difficoltà di trovare posti disponibili negli istituti professionali per chi necessita di un percorso formativo differente.

Esperienze educative e progetti inclusivi

Accanto all'impegno civile, l'attività quotidiana della docente si è arricchita nel corso degli anni di numerose iniziative volte all'inclusione e alla costruzione di relazioni significative tra gli studenti, tra cui lezioni di supporto pomeridiano, progetti di tutoraggio tra pari e attività musicali e teatrali pensate per permettere a ciascuno di esprimere le proprie inclinazioni al di là dei voti conseguiti.

Tags: cronaca cronaca normativa
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