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Social, chat e proteste: il rischio dei cattivi maestri sul disagio

Secondo Michele Colajanni, docente di Cybersecurity all'Università di Bologna, le chat e i social amplificano il disagio giovanile e il rischio di manipolazione.

Vincenzo Schirripa 24 ottobre 2026 · 07:35 2 min di lettura

Le proteste dei giovani e le tensioni nate durante le manifestazioni si organizzano sempre più spesso attraverso le chat e le piattaforme digitali. A riflettere sul fenomeno e sui rischi legati alla gestione del malessere giovanile nel mondo digitale è Michele Colajanni, docente di Cybersecurity all’Università di Bologna, in un'intervista pubblicata da Il Resto del Carlino.

Secondo il professore, l'utilizzo di strumenti come WhatsApp e Telegram non rappresenta una novità sorprendente. I ragazzi vivono abitualmente in questa dimensione digitale, che per loro costituisce un normale spazio di comunicazione e aggregazione, spesso vissuto più intensamente rispetto ai luoghi fisici.

Dalle chat alla piazza: il passaggio al malessere sociale

Negli anni passati il disagio si esprimeva prevalentemente online, mentre oggi si assiste in alcuni casi al passaggio dal malessere sui social alle azioni nelle piazze, come dimostrano i gravi scontri e i saccheggi avvenuti a Milano lo scorso 17 ottobre, in vista di nuove date chiave di mobilitazione studentesca come il 24 e il 30 ottobre. Per Colajanni si tratta di una dinamica che per certi versi evoca le tensioni degli anni Settanta, inserendosi oggi in scenari complessi caratterizzati da dinamiche di guerra ibrida e possibili ingerenze da parte di apparati stranieri, inclusi quelli russi, capaci di sfruttare i canali digitali per amplificare la destabilizzazione.

Il tema centrale, secondo l'esperto, non riguarda la conoscenza tecnologica degli strumenti — che i ragazzi padroneggiano perfettamente — ma la capacità di sviluppare attenzione critica rispetto ai contenuti che circolano online. Le chat e i canali digitali possono infatti prestarsi a infiltrazioni, alla diffusione di notizie false e alla manipolazione della rabbia da parte di soggetti esterni.

Il richiamo a risposte concrete dalle istituzioni

Di fronte a un disagio generalizzato e profondo, legato alla percezione di un futuro incerto, il docente evidenzia la necessità di interventi istituzionali e politici concreti. La situazione richiede attenzione e risposte strutturate, evitando di sottovalutare i segnali di malessere che emergono dalle nuove generazioni.

Tags: studenti cronaca universita
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