Il Liceo Plinio il Giovane di Città di Castello arricchirà la propria offerta didattica con un nuovo indirizzo linguistico che prevede l'introduzione dello studio del cinese mandarino. La novità per l'istruzione nel territorio tifernate arriva a più di vent'anni dalla chiusura della storica scuola paritaria Elia Volpi.
Il via libera è arrivato giovedì 22 ottobre, quando il consiglio regionale ha approvato il nuovo Piano dell'Offerta umbra per l'anno scolastico 2027/2028 con 12 voti favorevoli della maggioranza e 7 contrari della minoranza. Tra i provvedimenti autorizzati nella provincia di Perugia figura la richiesta presentata dall'istituto statale Plinio.
Come illustrato in consiglio dalla relatrice Bianca Maria Tagliaferri, il piano programmatorio raccoglie i pareri già espressi dai tavoli provinciali e dall'Ufficio scolastico regionale, con l'obiettivo di potenziare l'offerta formativa locale e rispondere alle esigenze di famiglie e studenti della zona. L'indirizzo aveva già ottenuto l'ok della Provincia, subordinato al parere dell'Ufficio scolastico regionale e alla diversificazione rispetto a Umbertide.
La peculiarità del territorio di Città di Castello, confinante con i comuni della vicina Toscana, ha reso possibile sperimentare in via eccezionale questo indirizzo formativo nonostante la presenza a Umbertide, attraverso l'introduzione del cinese mandarino per favorire opportunità di studio e differenziazione dell'offerta nell'area dell'Alta Umbria. Come evidenziato dal presidente della Provincia Massimiliano Presciutti, l'introduzione del cinese mandarino a Città di Castello non si sovrappone ai corsi linguistici di Umbertide, distanti 20 chilometri, ma integra l'offerta senza logiche di campanile.
Grande soddisfazione è stata espressa dalla dirigente scolastica del liceo, Marta Boriosi, la quale ha sottolineato come la richiesta punti a valorizzare la vocazione all'internazionalizzazione del territorio e a trattenere gli studenti in un momento complesso segnato dal calo demografico. La struttura dell'istituto dispone già della maggior parte delle classi di concorso necessarie per garantire la continuità didattica.
Fonte: La Nazione



