Nessun taglio ai fondi destinati all'istruzione e nessun trasferimento di risorse verso la spesa militare. Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, interviene con un video diffuso sui canali social per smentire le ricostruzioni sulle riduzioni di bilancio e fare il punto sui principali dossier aperti, dall'edilizia scolastica all'inclusione degli alunni stranieri, fino ai temi dell'educazione affettiva e del consenso informato.
Come riportato dall'agenzia Italpress, il ministro ha respinto al mittente le accuse sui presunti definanziamenti: «È falso che ci sia stata una diminuzione di risorse destinate alla scuola durante questi 4 anni. È altrettanto falso che siano state tagliate risorse alla scuola per destinarle alla difesa, per destinarle alle armi».
I fondi per l'edilizia scolastica
Sul fronte delle infrastrutture, Valditara ha rivendicato l'entità degli stanziamenti messi in campo dal governo a partire dal 2022.
- interventi di edilizia scolastica realizzati su oltre il 30% degli istituti italiani;
- riqualificazione e messa in sicurezza che hanno interessato il 25% delle scuole grazie ai fondi nazionali.
Il ministro ha inoltre annunciato la richiesta di ulteriori stanziamenti al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti in vista della prossima legge di bilancio, per incrementare le risorse nei prossimi mesi.
Il tetto del 30% per gli alunni stranieri
Altro tema centrale dell'intervento è il limite del 30% nelle classi per gli studenti con cittadinanza non italiana.
«È un'altra misura a cui teniamo particolarmente: il tetto del 30%, che peraltro è limitato soltanto a quegli studenti stranieri che non conoscono la nostra lingua. Abbiamo voluto limitare soltanto a loro una misura importante proprio per seguire le indicazioni Ocse. Laddove il numero di studenti stranieri che conoscono poco o male la lingua nazionale è elevato, gli apprendimenti vanno male per tutti, italiani e stranieri».
L'iniziativa, ha aggiunto il titolare del MIM, si affianca agli interventi di supporto linguistico mirati per i neoarrivati: «Quindi questa non è una misura di segregazione, ma una misura d'integrazione».
Educazione affettiva, consenso informato e proteste
Valditara ha fatto chiarezza anche sulle disposizioni relative al consenso informato, precisando che il quadro normativo non blocca le attività educative sui temi relazionali e scientifici. La legge, ha specificato il ministro, «non vieta affatto l'educazione sessuale in senso biologico» né esclude «la cosiddetta educazione affettiva» intesa come rispetto, correttezza nelle relazioni, empatia e prevenzione della violenza di genere.
La limitazione esplicita riguarda la scuola primaria: «Abbiamo voluto escludere dalle scuole primarie, dalle scuole elementari, l'educazione sulle cosiddette teorie di genere», motivando la scelta con la tutela della Costituzione, della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e della Carta dei diritti fondamentali dell'UE, che riconoscono ai genitori la priorità nell'educare i figli secondo le proprie convinzioni religiose, filosofiche e pedagogiche.
In chiusura, rivolgendosi alle mobilitazioni studentesche di questi giorni, il ministro ha definito prive di fondamento razionale gran parte delle proteste, rinnovando l'invito al dialogo già aperto con le consulte studentesche purché basato su dati reali.
Foto di copertina: Ministero dell’Istruzione — CC BY 3.0 it, via Wikimedia Commons