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Università: piano per casa e servizi agli studenti a Reggio Emilia

I Giovani Democratici del Pd di Reggio Emilia chiedono un piano coordinato per l'emergenza abitativa studentesca e nuovi servizi per Unimore.

Francesco Perrone 22 ottobre 2026 · 09:40 2 min di lettura

Le proteste andate in scena a livello nazionale sul tema del caro affitti riaccendono i riflettori su una criticità molto sentita anche a Reggio Emilia. Sulle pagine del Resto del Carlino, infatti, i Giovani Democratici del Partito Democratico hanno avanzato l'istanza di un tavolo di lavoro permanente che metta attorno allo stesso tavolo Amministrazione comunale, atenei, azienda regionale per il diritto agli studi superiori e associazioni studentesche, estendendo il raggio d'azione anche alla realtà di Modena per gestire in modo sinergico le esigenze della comunità accademica di Unimore.

Dalle manifestazioni targate "Generazione senza casa" fino ai presidi con le tende promossi dall'Unione degli universitari sotto lo slogan "Cara Italia, quanto ci costi?", l'appello lanciato dalle nuove generazioni è netto: tutelare il diritto allo studio e l'indipendenza economica affinché le spese legate agli alloggi non diventino una barriera insormontabile per chi studia e per chi lavora.

L'espansione del polo universitario reggiano viene definita un valore aggiunto fondamentale per il tessuto cittadino, che tuttavia "richiede anche di continuare a rafforzare servizi, spazi e opportunità". Sul fronte dell'housing, i Gd avvertono che "non basta aumentare il numero degli alloggi: occorre assicurare posti a canoni calmierati, recuperare il patrimonio immobiliare inutilizzato e sperimentare nuove forme di abitare condiviso e collaborativo insieme al Terzo settore e alla cooperazione".

Accanto all'abitare, l'attenzione va ai servizi: spicca la proposta di valutare "una mensa universitaria dedicata", unita al potenziamento dei trasporti pubblici e delle aule studio. L'obiettivo espresso dai Giovani Democratici – "consapevoli che una trasformazione di questa portata non possa essere sostenuta esclusivamente dall'Amministrazione comunale o dall'Università" – è trasformare la spinta della protesta in proposte concrete, costruendo "un ponte tra le richieste delle nuove generazioni e le istituzioni".

Tags: studenti cronaca universita
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