Le chat con le minacce di stupro sono arrivate anche all'istituto superiore Bassi Burgatti di Cento, con tre studentesse finite nel mirino. A raccontare quanto accaduto è la dirigente scolastica dell'istituto, Annamaria Barone Freddo, come riporta Il Resto del Carlino.

“Alcune nostre studentesse, molto preoccupate, si sono subito rivolte a due professori e ad un componente del mio staff. Mi hanno avvertito immediatamente di quello che stava accadendo”, spiega la preside, molto scossa per la gravità dell'episodio.

L'intervento dei carabinieri e la gestione degli ingressi

Dopo la segnalazione, la dirigente si è mossa subito per garantire la sicurezza all'interno e all'esterno della scuola. “Ho avvertito i carabinieri che, devo dirlo, si sono fatti in quattro”, racconta. “Qui davanti c’era un folto schieramento, per controllare gli ingressi nella scuola e impedire a malintenzionati di entrare”.

Nonostante la forte preoccupazione e un clima di grande incertezza, la situazione legata alle presenze scolastiche è rimasta sotto controllo. La preside ha infatti confermato che non si sono registrate forti assenze da parte delle studentesse. Un clima di tensione che fa seguito anche ad altri episodi recenti, come la manifestazione del 17 ottobre scorso, quando una cancellata era stata divelta e un gruppo di studenti aveva raggiunto un altro istituto della zona tra petardi e momenti di tensione.

La posizione della dirigente

Riflettendo sui fatti e sulle difficoltà vissute dalla comunità scolastica, la dirigente scolastica sottolinea il comportamento di una minoranza rispetto alla totalità dei ragazzi: “Purtroppo ci sono alcuni ragazzi, una minoranza, che commettono atti di vandalismo. Ma, ripeto, parliamo di un numero molto limitato. La maggior parte dei nostri studenti crede nella scuola, vuole venire a lezione, imparare. Io sono qui per loro, devo creare un clima positivo”.

La scuola è rimasta aperta fino all'ultimo per evitare che qualche studente rimanesse isolato o per strada, mentre diverse famiglie hanno scelto di mandare comunque le figlie a lezione. Di fronte alle nuove manifestazioni annunciate, la dirigente ribadisce la propria linea: “Io vado avanti, per quei ragazzi che vogliono studiare, che credono nel loro futuro”.