Al centro del dibattito dopo i recenti fatti di cronaca, il liceo classico Ludovico Ariosto di Ferrara viene raccontato dalla voce di una sua studentessa, iscritta alla classe quinta. Come riportato da Il Resto del Carlino, l'istituto è finito sotto i riflettori in seguito a un episodio in cui un giovane è riuscito a entrare nella scuola, aggredendo con un'arma da taglio uno studente all'interno del bagno.
La studentessa ha raccontato il clima vissuto in quei momenti tra allarme, chat e notizie che si accavallavano.
"Come ogni giorno sono entrata, tra i banchi del mio liceo. Non si parlava d’altro, il clima era piuttosto teso"
Riflettendo sul valore dell'istituzione scolastica e sulla percezione della sicurezza tra i banchi.
"Sì, bisogna sempre stare attenti, sapersi guardare attorno. Che però venga messo in discussione un luogo così importante come la scuola fa ancora più male. Noi entriamo con la convinzione di essere al sicuro"
Nel corso delle discussioni e dei confronti avvenuti con i professori.
"Quelle frasi sono molto preoccupanti, non possiamo confondere il disagio giovanile con la violenza. Questi episodi sollevano interrogativi sul rischio che iniziative presentate come proteste o espressioni di disagio giovanile possano diventare il pretesto per mettere in atto comportamenti violenti e vandalici, come accade in alcune grandi città europee. Allo stesso tempo, quando guardo i miei compagni, non vedo una massa di teppisti. Vedo ragazzi che frequentano gli istituti scolastici e che non possono essere giudicati per le azioni di pochi violenti che si mascherano dietro il disagio studentesco, spacciandosi come portavoce. Come accade anche nelle grandi città, sono i singoli responsabili di episodi violenti a rischiare di gettare discredito su tutti gli altri giovani"