Internet ultraveloce nelle scuole italiane rischia di fermarsi. Come racconta la giornalista Cristina Benenati su La Stampa in un articolo pubblicato il 22 ottobre 2026, l'avvicinarsi della scadenza delle prime convenzioni quinquennali del Piano Scuola Connessa apre un interrogativo economico rilevante: chi pagherà per mantenere attivi i collegamenti?
Il rischio concreto è che il mantenimento della fibra ricada direttamente sulle singole scuole, con costi stimati fino a 400 euro al mese per ogni plesso. Una prospettiva che metterebbe gli istituti di fronte alla scelta di sostenere spese elevate o di ripiegare su servizi meno performanti, vanificando parte degli investimenti pubblici effettuati.
La questione è stata sollevata anche in Parlamento attraverso un'interrogazione presentata al Senato il 13 ottobre 2026. L'atto richiama i dati della prima fase del Piano Scuola Connessa, che al 31 agosto 2026 contava oltre 27 mila sedi scolastiche attivate e un finanziamento iniziale superiore a 400 milioni di euro.
Il dibattito evidenzia la necessità di una risposta strutturata a livello nazionale, evitando che la continuità di un servizio essenziale per la didattica moderna dipenda dalle disponibilità economiche dei singoli istituti o dei territori, con il rischio di accentuare i divari esistenti.