Brescia, 22 ottobre 2026 – Un quadro preoccupante emerge dalle relazioni intime degli adolescenti bresciani: gelosia morbosa, controllo costante tramite telefono e abbigliamento, molestie sessuali. È quanto rileva l'indagine condotta da Gazebo Viola, progetto dell'associazione multietnica Terre Unite, nelle scuole superiori della Val Camonica. Lo racconta Il Giorno nell'edizione di Brescia.
L'indagine nelle superiori della Val Camonica
L'indagine, realizzata nell'ambito del progetto Nora Against Gbv finanziato da ActionAid, ha raccolto 532 risposte. I dati mostrano che famiglia, stereotipi e pregiudizi culturali sono i fattori che più influenzano i comportamenti all'interno della coppia.
Solo l' 8,8% del campione dichiara di non aver mai intercettato, direttamente o indirettamente, forme di gelosia, controllo, diffusione di materiale non consensuale o molestie.
- Molestie: le ha subite o viste il 26,2% delle femmine contro il 2,9% dei maschi;
- Nessuna esperienza negativa: si colloca in questa fascia il 13% dei maschi ma solo il 4,9% delle femmine.
Le ragazze dimostrano una maggiore capacità di riconoscere sia i campanelli d'allarme (red flag) sia i comportamenti sani, ma faticano a uscire dalle relazioni tossiche. Tendono a identificare una gelosia sana e una che non va bene, ma quando chiedi dove tracciano il limite, lì capiscono che non lo sanno
, spiega Martina Zeziola, operatrice di prevenzione di Gazebo Viola. Avendoli ascoltati, credo che si debba anche ampliare la lettura. Sono una generazione che non vede cosa c'è domani e che vede la violenza ad ogni livello, come qualcosa di sdoganato
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I primi passi all'Università di Brescia
La necessità di interventi di prevenzione e tutela trova riscontro anche in ambito universitario. Studenti Per comunica che si stanno avviando i primi passi concreti dopo la pubblicazione della doppia indagine 2023-2025 della Commissione di genere sulle molestie: partirà un corso di formazione obbligatorio per le figure apicali dell'Ateneo.
Il problema non è relegato al passato. Nel primo semestre 2026, alla consigliera di parità Anna Maria Gandolfi sarebbero arrivate 17 segnalazioni, provenienti soprattutto da studenti, per molestie sessuali, linguaggio inappropriato, discriminazioni e conflitti; comportamenti che in alcuni casi sarebbero attribuiti anche a docenti. Resta forte la difficoltà a denunciare per timore di ritorsioni.