Il governo definisce «eccezionale» lo stanziamento complessivo di circa 25 miliardi di euro — tra risorse nazionali e Pnrr — destinati in questi anni a nuova edilizia scolastica, asili nido, mense, palestre e studentati universitari. La replica delle organizzazioni studentesche è netta: «Sono solo briciole». È quanto emerge da una ricostruzione de Il Sole 24 Ore che mette a confronto i dati ufficiali con le critiche della Rete degli studenti medi e dell'Unione degli universitari (Udu).

La ripartizione: 23 miliardi alla scuola, poco più di uno agli studentati

Secondo i dati riportati dal quotidiano, sul fronte scolastico convergono circa 23 miliardi tra fondi Pnrr e nazionali. Per gli alloggi universitari il Pnrr ha previsto 1,2 miliardi, integrati da risorse nazionali per un totale che supera leggermente il miliardo; gli ultimi 200 milioni sono in arrivo nei prossimi giorni.

Posti letto: target superato sulla carta, ma solo la metà realizzati

L'obiettivo fissato a 60.000 posti è stato superato in proiezione: ne verranno costruiti 63.200. Al momento, però, quelli effettivamente realizzati sono 33.000; i restanti 30.000 saranno disponibili per il prossimo anno accademico sulla base di atti d'obbligo già firmati.

Il nodo dei costi e della gestione privata

Giulia Papandrea (Udu) segnala che solo il 3,8% dei posti è pubblico: le altre strutture sono gestite da privati con prezzi calmierati vincolati per 12 anni, dopodiché il gestore non è tenuto a mantenere la destinazione a studentato. I costi indicati dall'Udu si attestano intorno a 800 euro per una stanza singola, con punte di 1.200 euro in alcune località.

Il Ministero dell'Università e della Ricerca smentisce: le doppie costano 500-550 euro utenze comprese, le singole al massimo 800 euro. Il Mur ricorda inoltre che circa 20.000 posti sono destinati al diritto allo studio e saranno accessibili a costo zero.

Distribuzione territoriale: 47 province sotto la soglia del fabbisogno

Secondo l'Udu, in 47 province non è stato raggiunto neppure un terzo del fabbisogno di posti letto individuato dallo stesso Ministero. Le province dove il target è stato centrato presenterebbero alti tassi di turismo più che di popolazione studentesca (si citano Sassari e il lungomare di Rimini, dove uno studentato rischierebbe di diventare un hotel). Il Mur replica che i fondi Pnrr non consentivano nuove costruzioni ma solo la conversione e il recupero dell'esistente.

Edilizia scolastica: le città metropolitane chiedono più risorse

Sul versante scuole, la contestazione è che i 23 miliardi siano stati frammentati su troppi interventi (nidi, mense, palestre) lasciando scoperti i grandi interventi di riqualificazione degli edifici. Daniele Parrucci, delegato del sindaco per la Città metropolitana di Roma, riferisce all'ANSA di aver speso 220 milioni per messa in sicurezza, amianto e recupero di plessi abbandonati; servirebbero altri 80 milioni per completare almeno 70 scuole (60 a Roma). Da quattro anni l'ente chiede aiuto a governo e Regione; in un'occasione il ministro Valditara aveva promesso 3,8 milioni che non sarebbero mai stati erogati.

La richiesta politica: 5% del Pil all'istruzione

Antonio Masini (Rete degli studenti) rilancia la rivendicazione storica: «Chiediamo per l'istruzione il 5% del Pil». Il confronto è con i oltre 170 miliardi destinati in sei anni a bonus edilizi e Superbonus 100%, a fronte dei quali — sostiene — alla scuola sono arrivate «solo briciole».