Il blocco delle aspettative e la percezione diffusa di non avere voce rappresentano la radice principale delle mobilitazioni giovanili in Europa. A indicarlo è l'ex presidente del Consiglio ed ex governatore della Banca centrale europea, Mario Draghi, intervenuto nel corso di un'intervista rilasciata a Bloomberg e ripresa da Tgcom24, nella quale ha esaminato le tensioni che stanno attraversando diversi contesti europei.
Aspettative bloccate e trasformazione tecnologica
Secondo l'analisi dell'ex premier, le proteste scoppiate in tre differenti Paesi non possono essere ridotte a una matrice comune di facciata, pur collocandosi in un contesto segnato da imminenti scadenze elettorali: «Non è affatto semplice spiegare queste rivolte in tre Paesi diversi; ognuno ha le proprie motivazioni specifiche», ha chiarito Draghi. L'unico tratto politico esteriore comune è che l'anno prossimo si terranno tornate elettorali cruciali, ma l'origine profonda della protesta affonda le radici in un disagio sociale ed economico.
«A mio avviso, la spiegazione più solida risiede nel blocco delle aspettative: i giovani hanno la sensazione che nessuno li ascolti», ha spiegato Draghi. La difficoltà di trovare un'occupazione stabile e l'incertezza legata alla rapidità dei cambiamenti in atto incidono direttamente sulla fiducia delle nuove generazioni: «I giovani percepiscono le dinamiche sociali come bloccate: fanno fatica a trovare un lavoro e si sentono impreparati di fronte a una società che sta vivendo una trasformazione tecnologica rapidissima».
Il quadro economico e i conti pubblici
Nel corso del suo intervento, Draghi ha tracciato un collegamento tra le tensioni sociali e la situazione economica europea, soffermandosi in particolare sulla Francia e sul suo disavanzo di bilancio. Il Paese, ha osservato, affronta un problema fiscale strutturale con un rapporto debito/Pil in crescita da oltre un decennio, reso più complesso dall'attuale scenario globale di rialzo dei tassi d'interesse.
Sull'ipotesi di un intervento della Bce per calmierare gli spread, Draghi ha spiegato che i differenziali di rendimento riflettono una valutazione del rischio fiscale e politico da parte dei mercati e che la soglia per un'azione straordinaria dell'Eurotower resta elevata, richiedendo condizioni precise come un rischio di contagio sistemico o un'effettiva alterazione nella trasmissione del credito.
Foto di copertina: EU2016 NL from The Netherlands — CC BY 2.0, via Wikimedia Commons




