Nel definire il piano dell'offerta formativa scolastica, la Federazione Lavoratori della Conoscenza della Liguria ha espresso la propria netta contrarietà all'istituzione del Liceo del Made in Italy.
La presa di posizione arriva dopo l'ultima riunione del Comitato regionale istruzione e formazione. Nel corso dell'incontro, come spiega la nota ufficiale della FLC CGIL Liguria, è stato presentato un pacchetto unico di proposte che non ha permesso alle parti sociali di esprimersi in modo selettivo. «Sulla proposta di una nuova istituzione di Liceo Made in Italy specificatamente a Genova, Savona e Imperia, la FLC CGIL Liguria ha manifestato la propria netta contrarietà», dichiara il segretario generale regionale Mario Lugaro.
Le richieste accolte e i dubbi sulle delibere
Mentre il sindacato ha valutato positivamente altre novità inserite nel piano — tra cui la nuova sezione dell'Istituto Alberghiero di Sarzana, alcune sezioni di scuola dell'infanzia nelle province di Genova e Imperia e una sezione di scuola secondaria di primo grado nel savonese —, il giudizio sul percorso economico-sociale fortemente voluto a livello ministeriale resta negativo.
Sul punto, la FLC CGIL ha inoltre richiesto se fossero presenti le delibere degli organi collegiali, ossia del Consiglio di Istituto e del Collegio Docenti. La risposta ricevuta, secondo quanto riferito dal sindacato, è stata quella di rivolgersi alle amministrazioni di area vasta provinciali.
Il nodo delle risorse
La sigla sindacale motiva la chiusura al nuovo indirizzo scolastico richiamando i dati delle iscrizioni registrati a livello nazionale: «Vista la scarsa adesione delle famiglie per il secondo anno consecutivo non si capisce l’accanimento della Regione sul liceo del made in Italy e sarebbe molto più utile investire risorse laddove ci sono bisogni reali», conclude Lugaro.