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Scuola

Roberto Fiorini: i nostri ragazzi soffrono, serve ascolto e prevenzione

L'ex dirigente scolastico Roberto Fiorini analizza il disagio giovanile e la violenza tra i banchi: servono strumenti nuovi e un ascolto reale.

Vincenzo Schirripa 21 ottobre 2026 · 08:10 2 min di lettura

I ragazzi stanno vivendo una "terribile sofferenza", appaiono estranei ai linguaggi tradizionali e gli strumenti attuali per affrontarla sono ormai "vecchi e fuori uso". È l'analisi di Roberto Fiorini, dirigente scolastico fino a pochi mesi fa al Mattei e al Copernico, in un'intervista rilasciata a Il Resto del Carlino.

Secondo Fiorini, questa sofferenza andrebbe compresa e affrontata mobilitando tutte le risorse disponibili dentro e fuori le scuole, per evitare che i giovani siano ridotti a "mutismo, solitudine" e vivano l'istituzione scolastica come un "vuoto rito quotidiano" frenato da un'organizzazione rigida e priva di capacità di innovazione.

La violenza e il ruolo dei social

Interpellato sulle ragioni della violenza giovanile, l'ex preside spiega che, in assenza di linguaggi e strumenti adeguati per gestire le emozioni negative, restano solo "violenza e rabbia". Fiorini punta il dito anche contro il mercato, che tratta i giovani come consumatori orientati al divertimento, e contro il ruolo delle piattaforme social: consegnati fin da piccoli a questi strumenti e alle loro bolle, i ragazzi finiscono per fare i conti con un vero e proprio "aerosol di rabbia e violenza".

Sui fenomeni legati alle cronache giovanili, l'ex dirigente contesta l'uso di etichette come "maranza": definirli in questo modo, spiega, è profondamente razzista perché scarica su una parte della popolazione la responsabilità di un malessere che riguarda l'intera infanzia.

Come intervenire

Per uscire da questa situazione, conclude Fiorini, a livello territoriale serve un ripensamento profondo della prevenzione, che passi attraverso piani urbanistici, politiche sociali e di salute pubblica integrate, capaci di entrare in un reale dialogo con le realtà formative e di puntare con decisione su "ascolto e relazione".

Tags: cronaca docenti cronaca
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