"Ci dissociamo completamente da quanto accaduto al Marconi": così gli studenti del Monna Agnese prendono le distanze dai danni registrati nell’altro istituto durante la protesta, specificando che la propria mobilitazione ha avuto modalità e obiettivi differenti.

Come riportato da La Nazione, il presidio si è svolto attraverso un confronto diretto con i docenti e il dirigente scolastico, con l'obiettivo di portare all’attenzione le criticità che da tempo interessano la vita scolastica. "Noi studenti del Monna Agnese — fanno sapere in una nota — abbiamo deciso di far sentire la nostra voce. Siamo stanchi di dover accettare situazioni che non dovrebbero essere normalizzate e di non essere ascoltati quando si tratta di questioni che riguardano direttamente la vita scolastica".

Una protesta pacifica e incentrata sul dialogo

Gli studenti ribadiscono la totale estraneità rispetto ai fatti avvenuti durante lo sciopero al Marconi. "Il nostro presidio si è svolto in maniera pacifica e rispettosa — si legge ancora —. Abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci con i nostri docenti e con il preside, mantenendo sempre toni calmi e rispettosi, proprio come ci è stato insegnato nel nostro percorso scolastico. Ci teniamo a chiarire che ci dissociamo completamente da quanto accaduto al Marconi, poiché le modalità e gli obiettivi della loro iniziativa erano diversi dai nostri".

I problemi al centro della mobilitazione

Al centro dell'iniziativa degli studenti ci sono soprattutto le problematiche legate ai trasporti e alla distribuzione delle lezioni su tre edifici differenti. La criticità principale riguarda il raggiungimento della sede di Bastianini, con gli autobus che arrivano troppo a ridosso dell'inizio delle attività didattiche. Per questo motivo, gli studenti avrebbero chiesto permessi per entrare posticipatamente o uscire in anticipo, evidenziando che il nuovo orario (dalle 8 alle 14.05 anziché dalle 8.05 alle 13.45) risulta difficilmente conciliabile con gli orari dei pullman.

"Vogliamo essere ascoltati, esprimere le nostre idee e contribuire al miglioramento della scuola attraverso il dialogo, il rispetto reciproco e il confronto costruttivo — concludono gli studenti del Monna Agnese —. Crediamo che ogni studente abbia il diritto di far sentire la propria voce e che il dialogo sia sempre la strada migliore per cercare di cambiare le cose". La mobilitazione dovrebbe proseguire davanti al Caselli, a Porta Romana.