Anche l'istituto statale Melissa Bassi di viale della Resistenza è stato occupato dagli studenti, che hanno scelto di prendere parte alla mobilitazione in corso in diversi licei e istituti d'Italia.
Come riportato da NapoliToday, l'azione viene vissuta da parte del corpo docente come un importante laboratorio di formazione e un segnale di partecipazione attiva al presente. Una delle insegnanti della scuola ha evidenziato il valore formativo di una scelta che spinge i ragazzi a rendersi protagonisti del proprio percorso.
Le motivazioni della protesta
Gli studenti e le studentesse del Melissa Bassi di Chiaiano e Scampia hanno spiegato in una nota le ragioni del gesto, precisando che non si tratta di una protesta rivolta contro la Dirigenza Scolastica o il personale dell'istituto, nei confronti dei quali viene riconosciuto l'impegno quotidiano. Gli studenti hanno inoltre assicurato attenzione alla cura dell'edificio per evitare disagi alla ripresa delle attività.
Nel documento diffuso, i manifestanti hanno criticato la destinazione di fondi alla spesa militare anziché agli investimenti per la scuola pubblica, le università, gli ospedali e la sicurezza delle città. Tra i temi al centro della protesta figurano anche le critiche ai Centri permanenza per rimpatrio (CPR) e agli investimenti previsti a Castel Volturno, oltre alle proposte del Ministro Valditara e del Governo, giudicate divisive — come il tetto del 30% di studenti stranieri per classe e il divieto d'uso dell'hijab negli istituti.
Infine, gli studenti di Scampia hanno sollevato il tema della carenza di fondi da parte della Città Metropolitana per l'edilizia scolastica, denunciando la mancanza cronica di aule e strutture adeguate sul territorio.