Il cambiamento climatico sta modificando profondamente il nostro modo di abitare il mondo, incidendo sugli spazi in cui viviamo, sulla qualità delle città, sulla salute e sulle relazioni tra le persone e l'ambiente. Una trasformazione che non rappresenta soltanto una questione scientifica o tecnologica, ma che investe la società e interroga direttamente il mondo dell'istruzione.

In questa prospettiva si inserisce PAESC School – La scuola come rifugio climatico, un progetto di ricerca-azione promosso da INDIRE con EuCliPa.IT, sviluppato con il contributo scientifico del Politecnico di Torino e la collaborazione di EPALE, Erasmus+ e RIDAP.

Il ruolo della scuola nelle strategie di adattamento climatico

Coordinato dalla ricercatrice INDIRE e Ambasciatrice del Patto europeo per il Clima Isabel de Maurissens, il progetto assegna alla scuola — inclusa quella degli adulti — una funzione che va oltre la normale formazione: contribuire attivamente, attraverso la ricerca e la partecipazione, alle strategie di adattamento climatico del territorio.

L'iniziativa nasce dall'esperienza della PAESC Summer School promossa nel 2025 da INDIRE ed EuCliPa.IT insieme alla Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC). La seconda edizione, denominata PAESC School 2026–2027, amplia il raggio d'azione aprendosi anche ai docenti della scuola secondaria di primo grado, ai CPIA e ai percorsi di secondo livello, inserendo così l'istruzione degli adulti e differenti contesti educativi.

I Piani d'Azione e il coinvolgimento dei territori

I PAESC (Piani d'Azione per l'Energia Sostenibile e il Clima) sono gli strumenti attraverso cui i Comuni aderenti al Patto dei Sindaci europeo programmano gli interventi di mitigazione e adattamento. Attraverso PAESC School, le istituzioni scolastiche vengono avvicinate a queste politiche, valorizzando la conoscenza diretta che studenti e docenti possiedono dei propri ambienti quotidiani.

Il percorso della prima fase si è articolato in quattro incontri formativi svolti tra il 29 settembre e il 13 ottobre, affrontando le politiche climatiche, l'adattamento e il rapporto con la natura. Successivamente, il 14 ottobre, in occasione della Giornata mondiale dell'educazione ambientale, si è tenuto un incontro pubblico con il climatologo e divulgatore scientifico Luca Mercalli.

Le prossime fasi del progetto

La conclusione degli incontri formativi apre la strada a due ulteriori fasi, entrambe facoltative.

  • La seconda fase prevede attività di ricerca-azione nei contesti educativi, in cui docenti e studenti analizzano gli spazi scolastici e il benessere legato alle condizioni climatiche per individuare criticità e possibili scenari progettuali.
  • La terza fase apre il dialogo con le amministrazioni locali e gli altri soggetti competenti per presentare le proposte elaborate e valutarne la realizzazione concreta attraverso il co-design.

Le scuole interessate a partecipare possono manifestare la propria disponibilità compilando il questionario predisposto dagli organizzatori.