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Università

Occupata l'Orientale a Napoli: Bernini parla di sopraffazione

A Napoli sale la tensione tra occupazioni universitarie e scolastiche. La ministra Bernini condanna l'azione dei collettivi: "È una sopraffazione".

Vincenzo Schirripa 20 ottobre 2026 · 06:07 3 min di lettura

Le mobilitazioni studentesche si estendono e arrivano anche all'università a Napoli, dove la protesta apre un fronte di scontro diretto con le istituzioni. Al centro della mobilitazione ci sono diverse rivendicazioni, tra cui il costo crescente dell'istruzione, le condizioni degli edifici, la contestazione al decreto Scuola e ai centri per il rimpatrio, oltre alla richiesta di investire nei servizi pubblici anziché nel riarmo.

Nel capoluogo campano è stato occupato Palazzo Giusso, sede dell'Università L'Orientale, un'azione promossa dagli studenti insieme ai collettivi Demand e Link. Tra i motivi della protesta figurano il caro affitti, l'aumento del costo della vita e la denuncia di un progressivo indebolimento dell'università pubblica. Secondo quanto riportato, nel comunicato degli occupanti il costo delle stanze viene indicato tra i 600 e gli 800 euro, contestando politiche abitative ritenute favorevoli alla rendita privata piuttosto che all'accesso ad alloggi economici.

La reazione della ministra Anna Maria Bernini

Sulla situazione è intervenuta la ministra dell'Università, Anna Maria Bernini, con una presa di posizione affidata ai social e ribadita a margine dell'inaugurazione di un nuovo studentato a Parma.

Occupare significa privare gli studenti di lezioni, seminari e laboratori. Quando un ateneo è costretto a comunicare l'annullamento dei corsi a causa di un'occupazione, a pagarne il prezzo sono proprio gli studenti. Questa è sopraffazione, non partecipazione. Il dissenso è un diritto, ma non può diventare una prevaricazione sulla libertà. L'università deve essere il luogo del confronto, non della prepotenza

La ministra ha inoltre aggiunto che sul fronte del diritto allo studio l'impegno è cresciuto, passando da un monte borse di studio iniziale a una dotazione più ampia con fondi nazionali, triplicando gli interventi dal 2022 e portando i posti letto disponibili a oltre centomila.

Il quadro delle scuole superiori a Napoli

La protesta coinvolge in modo massiccio anche le scuole superiori della città e della provincia, coordinate da Kaos e Studenti Autorganizzati della Campania. Le tensioni e le occupazioni riguardano complessivamente decine di istituti, tra cui i licei Vittorini, Gentileschi, Labriola, Melissa Bassi, Comenio, il liceo Artistico del centro storico, il De Bottis di Torre del Greco, oltre a presidi storici come Genovesi, Umberto, Sannazaro, Pansini, Mazzini, Alberti, Mercalli, Bernini-De Santis, Palizzi, Margherita di Savoia, De Nicola, Diaz, Serra, Vittorio Emanuele II, Cuoco e Villari.

Non sono mancate situazioni critiche: al liceo Umberto, dopo tentativi di intrusione da parte di esterni, si è verificato un blitz in cui sono stati svuotati gli estintori in un'aula. In altri istituti, come il Nitti di Fuorigrotta e il Cartesio di Giugliano, i tentativi di occupazione sono stati bloccati in tempo dalle dirigenti scolastiche. Al liceo Villari al Vasto, invece, si profila la conclusione della protesta dopo un confronto tra il collettivo e la dirigente scolastica Maria Capone, con la restituzione degli spazi prevista a breve.

Foto di copertina: Presidenza della Repubblica — Attribution, via Wikimedia Commons

Fonte: Il Mattino

Tags: cronaca universita napoli
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