Sabato di forte tensione a Parma, dove i servizi di controllo predisposti dalla Polizia di Stato per le manifestazioni studentesche hanno portato all'identificazione di trecento persone, tra cui diverse decine di minorenni, e al sequestro di armi, petardi e ordigni artigianali.

Come riportato da ParmaToday, i controlli sono scattati nel quadro delle iniziative che si sono svolte sabato 17 ottobre. Durante la mattinata, la polizia ha intercettato gruppi di giovani con il volto coperto che lanciavano petardi nelle vie del centro cittadino. In vicolo Scacchini gli agenti hanno rinvenuto un borsello abbandonato contenente una batteria di artifizi pirotecnici modificati, un petardo a forma di cipolla e una bomboletta verosimilmente utilizzata come booster.

La situazione più critica si è registrata nei pressi del presidio studentesco in piazzale Picelli, dove è stato identificato un uomo maggiorenne, già noto alle forze dell'ordine per la sua appartenenza all'estrema destra. All'interno dei pantaloni l'uomo occultava un manganello telescopico, mentre a bordo della sua autovettura aveva una pistola a salve con tappo rosso, un pugnale metallico di ventidue centimetri, una fascia rossa con il simbolo di una svastica e due bandiere della Repubblica Sociale Italiana. Nel corso della successiva perquisizione domiciliare è stata sequestrata un'altra pistola a salve, presumibilmente impiegata in un video diffuso sui social network in cui si vedono esplodere colpi da un'auto in movimento. L'uomo è stato denunciato in stato di libertà per i reati previsti dagli articoli 4 e 4-bis della legge 110/1975 e dall'articolo 604-bis del codice penale.

Nel pomeriggio, in concomitanza con l'arrivo di un corteo di circa un migliaio di partecipanti in piazzale della Pace, le volanti e la squadra mobile sono intervenute in via Verdi dopo la segnalazione di un minorenne che impugnava una pistola sulla pubblica via. L'arma è risultata essere un giocattolo con tappo rosso e il ragazzo è stato affidato alla madre.

La Questura ha inoltre diffidato gli amministratori della chat denominata “_17 ott 7.30 blocus_”, attraverso la quale erano stati diffusi messaggi per incitare alla violenza e alle devastazioni in città. Le autorità ricordano l'obbligo di preavviso delle manifestazioni al Questore stabilito dall'articolo 18 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.), evidenziando che il corteo del pomeriggio si è svolto senza ulteriori criticità per l'ordine pubblico.