In Italia l'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale a supporto degli studenti con Bisogni Educativi Speciali (BES) è nettamente più diffuso rispetto alla media dei Paesi europei. A evidenziarlo sono i dati dell'indagine internazionale TALIS 2024, resi noti in un editoriale pubblicato sul portale INVALSI dal presidente Roberto Ricci e dal ricercatore Paolo Barabanti: il 64,4% degli insegnanti italiani dichiara di farne uso, a fronte di una media europea pari al 44,2%.
L'Intelligenza Artificiale generativa si sta affermando nelle pratiche didattiche come uno strumento per adattare percorsi e materiali alle esigenze dei singoli studenti, sostenendo la personalizzazione degli apprendimenti e l'inclusione scolastica.
Cosa spinge i docenti italiani ad adottare l'IA
Nel contesto internazionale, l'impiego di queste tecnologie risulta legato a una serie di fattori integrati.
- la partecipazione a percorsi formativi dedicati all'inclusione;
- la preparazione professionale e le competenze digitali;
- la convinzione generale che la tecnologia favorisca la personalizzazione dell'apprendimento.
Per la scuola italiana emerge tuttavia un dato peculiare. Tra le variabili analizzate dall'indagine TALIS 2024, il fattore maggiormente associato all'uso dell'IA non è la quantità di formazione tecnica ricevuta, bensì la percezione della sua utilità concreta nel rispondere ai bisogni specifici degli alunni. Più che il mero addestramento informatico, incide la convinzione degli insegnanti che tali strumenti possano contribuire efficacemente alla gestione della diversità in classe.
Oltre la tecnica: la sfida della formazione docente
Il quadro delineato suggerisce la necessità di ripensare le politiche di sviluppo professionale dei docenti. L'Intelligenza Artificiale non deve essere considerata solo come una competenza tecnologica isolata, ma come una risorsa da integrare all'interno di una visione pedagogica inclusiva.
Come sottolineato da Paolo Barabanti, l'obiettivo per i prossimi anni è promuovere percorsi formativi capaci di andare oltre il semplice utilizzo meccanico dei software. La priorità consiste nel fornire agli insegnanti strumenti metodologici per valutare in modo critico quando, perché e a quali condizioni l'IA possa rendere l'apprendimento più accessibile, flessibile e personalizzato al servizio del successo formativo di ogni studente.