Condannare gli atti di violenza e devastazione è doveroso, ma liquidare il malessere delle nuove generazioni senza affrontarne le cause strutturali rischia di lasciare irrisolti nodi fondamentali per il Paese. È questa la posizione espressa da Marco Macrì a nome di Genova Inclusiva, che interviene per analizzare la condizione dei giovani al termine di un quindicennio caratterizzato da crisi economiche, inflazione e crescenti difficoltà di emancipazione.
Secondo l'associazione, tra il 2011 e il 2026 l'alternarsi di governi di diverso orientamento politico non ha sanato le criticità che ostacolano l'autonomia giovanile. Se da un lato comprendere il disagio non equivale a giustificare gli episodi di violenza, dall'altro limitarsi a risposte securitarie appare insufficiente a garantire un reale cambiamento.
Istruzione e università: i divari con l'Europa
Tra le principali criticità rilevate vi è il funzionamento del sistema formativo. La scuola italiana, rileva la nota, incontra ancora forti ostacoli nel garantire pari opportunità a causa della persistenza dell'abbandono scolastico e delle marcate disparità territoriali. Anche il percorso accademico risente di forti barriere: tra il caro affitti, le tasse e borse di studio insufficienti, il rischio segnalato è che lo studio universitario si trasformi in un privilegio anziché in un ascensore basato sul merito.
A supporto di questa analisi vengono richiamati i dati ISTAT del 2024, secondo cui in Italia solo il 31,6% dei giovani tra i 25 e i 34 anni possiede un titolo terziario, a fronte di una media dell'Unione Europea pari al 44,1%. A questo ritardo si collegano stipendi inadeguati e lavoro precario, fattori che frenano la costruzione di un percorso di vita autonomo.
Il carico sui caregiver e le proposte per il welfare
Un passaggio centrale dell'intervento riguarda la stretta correlazione tra la condizione giovanile e le famiglie che si prendono cura di persone fragili o con disabilità. Quando le istituzioni non garantiscono un adeguato sostegno scolastico, trasporti accessibili e assistenza territoriale continuativa, il peso economico e assistenziale finisce per gravare direttamente sui nuclei familiari e sui giovani che ne fanno parte.
Come sottolinea Macrì: "Non si può parlare di futuro dei giovani ignorando le famiglie che ogni giorno tengono in piedi, spesso da sole, una parte del welfare che dovrebbe garantire lo Stato".
Per affrontare tali problematiche, Genova Inclusiva rivolge alle istituzioni la richiesta di un piano nazionale chiaro con indicatori pubblici e scadenze definite, articolato su misure puntuali:
- Scuola: garanzia di edifici sicuri, contrasto alla dispersione scolastica e piena inclusione per gli alunni con disabilità;
- Università: borse di studio adeguate, alloggi accessibili e tutela del diritto allo studio a prescindere dal reddito;
- Lavoro e famiglie: contrasto al lavoro povero, occupazione stabile, politiche abitative e supporti strutturali per i caregiver familiari;
- Trasparenza: definizione di obiettivi annuali verificabili e rendicontazione trasparente dei risultati ottenuti.
L'appello si chiude chiedendo ai giovani il rispetto delle regole e ai decisori politici l'impegno a sostituire gli annunci con riforme tangibili e verificabili.

