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Scuola

Bambini e schermi: 4 domande per valutare lo screen time educativo

In vista della Settimana mondiale dell'alfabetizzazione ai media e all'informazione, Novakid propone quattro domande per orientare le famiglie.

Francesco Perrone 20 ottobre 2026 · 19:20 3 min di lettura

In occasione della Settimana mondiale dell'alfabetizzazione ai media e all'informazione, celebrata dall'Unesco dal 24 al 31 ottobre, la scuola di inglese Novakid ha diffuso una serie di consigli rivolti alle famiglie per orientare la gestione del tempo trascorso dai bambini davanti agli schermi.

Il tema dell'uso dei dispositivi digitali da parte dei più piccoli interpella direttamente la vita quotidiana di molte famiglie. Sulla base di una ricerca condotta nel 2026 da Novakid su un campione di 960 genitori in Italia, Polonia, Romania e Turchia, il tempo di utilizzo passa da circa due ore giornaliere durante l'anno scolastico a quattro ore nel periodo estivo o di vacanza. La gestione di questi dispositivi risulta complessa per il 62% dei genitori quando la scuola è chiusa, mentre il 78% esprime il desiderio di disporre di attività digitali che siano educative e organizzate.

Per superare la semplice misurazione dei minuti trascorsi online e distinguere il consumo passivo dalle attività che stimolano l'apprendimento, Adrienne Landry, responsabile dei programmi didattici di Novakid, suggerisce di partire da quattro interrogativi fondamentali prima di accendere un dispositivo.

Le quattro domande per i genitori

Il ruolo della tecnologia e dell'intelligenza artificiale

Un secondo studio realizzato da Novakid nel marzo 2026, che ha coinvolto oltre 1.000 genitori nei medesimi Paesi e 130 insegnanti in più di 50 Stati, evidenzia che il 65% delle famiglie ritiene che l'intelligenza artificiale possa accelerare l'apprendimento, mentre il 60% osserva che i figli apprendono più facilmente grazie alla tecnologia. Tuttavia, il 46% dei genitori giudica tali strumenti poco efficaci se privi della supervisione di un docente.

Tra i docenti intervistati, la quasi totalità concorda sul fatto che l'intelligenza artificiale non potrà sostituire la figura professionale dell'insegnante. La tecnologia, secondo l'analisi della piattaforma, può offrire supporto per la pratica e la personalizzazione, ma l'apprendimento resta legato alla comunicazione, al confronto e alle relazioni quotidiane.

Tags: scuola cronaca docenti
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